CORTEO NO TAV SUSA 6 DICEMBRE
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Presidio davanti al Palagiustizia in occasione dell’ottava udienza preliminare del processo contro THYSSENKRUPP
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APPELLO AL MOVIMENTO STUDENTESCO
E ALLA TORINO DEMOCRATICA
A partecipare numerosi al presidio davanti al Palagiustizia che si terrà a partire dalle ore 9 il 17 novembre prossimo
in occasione dell’ottava udienza preliminare del processo contro i sei dirigenti della THYSSENKRUPP rinviati a giudizio per omicidio volontario con dolo eventuale (per l’amministratore delegato) e omicidio colposo con omissione delle norme di sicurezza per gli altri cinque dirigenti che dovrebbe concludere la fase preliminare con la requisitoria dei Pubblici Ministeri.
Dall’inizio del processo (il 1° luglio scorso) siamo giunti ad un grande risultato senza precedenti nella storia della giurisprudenza italiana: i lavoratori vengono ammessi dal Gup parte lesa e quindi riconosciuti come parte civile in un processo contro i sei dirigenti della multinazionale tedesca per il rischio che hanno occorso a lavorare in un’azienda (peraltro già chiusa), così come purtroppo ha colpito i nostri cari sette compagni in quella tragica notte.
I lavoratori della Thyssen hanno costituito insieme ad alcune delle famiglie colpite dalla tragedia una Associazione Onlus - “Legami d’ Acciaio” - che sta sostenendo sia in tribunale sia nell’opinione pubblica la causa della nostra tragica vicenda.
Ci teniamo a precisare che il nostro punto di vista è chiaramente, senza se e senza ma, quello di salvaguardare la salute , la sicurezza nei luoghi di lavoro e di fare sempre e comunque gli interessi delle lavoratrici/ori scegliendo fino in fondo e senza ambiguità da che parte stare ossia dalla nostra parte, con orgoglio e dignità, quella Operaia
Nel “nostro processo” cercheremo fino in fondo di contribuire a far pagare attraverso le leggi vigenti nel nostro “Bel Paese” le massime pene, che si accertino le verità e si affermi per la prima volta che un imprenditore (per noi padrone) venga chiaramente, senza raggiri burocratico-giuridici, chiamato a rispondere delle sue responsabilità davanti alla giustizia, moralmente e socialmente alla collettività sul cui territorio opera e fa impresa.
Siamo attenti e interessati a quello che sta succedendo da circa due mesi nel mondo della Scuola e della Università con la nascita (finalmente dopo molti anni) di un Movimento così di massa trasversale e democratico che forse senza fare impropri esempi storici o sociologici non ha precedenti per le componenti che lo animano dagli studenti universitari ai medi ,dai genitori delle scuole primarie al personale a.t.a. e amministrativo, agli insegnanti e professori di ogni ordine e grado così unico ed eterogeneo.
Solidarizziamo e come già abbiamo fatto manifesteremo insieme all’Onda Anomala e a tutto il Movimento affinché venga cancellata la vergognosa Legge 133, che vuole istituire nel nostro Paese in estrema sintesi un’istruzione e una cultura differenziate per censo ed “appartenenza di classe”, con una scuola per i figli dei ricchi e dei padroni (magari privata e sostenuta dai soldi di tutti ,in particolare dei lavoratori) e una scuola pubblica per i figli dei lavoratori , povera senza risorse, strutture e strumenti.
Saremo al fianco degli studenti universitari torinesi per impedire l’attuazione della controriforma dell’Università contro il disegno politico di questo Governo che con un progetto anti-costituzionale vuole abbattere la scuola e l’Università Pubbliche per tutti senza distinzioni di ceto sociale.
NO ALLA SCUOLA E L’UNIVERSITA’ DEI PADRONI
SI ALLA SCUOLA E L’UNIVERSITA PUBBLICHE
NO GELMINI –NO TREMONTI
BASTA MORTI SUL LAVORO PIU’ SICUREZZA E MENO PROFITTI
Ass. LEGAMI D’ACCIAIO
RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
Torino nov.2008
Assemblea precari materne, elementari, medie e superiori
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Venerdì 14 novembre ‘08
si terrà un’assemblea aperta a tutti i
precari della scuola per dibattere lo stato
del movimento nogelmini.
Venerdì 14 novembre, ore 17.30
Convitto Umberto I, Via Bligny 1 , Torino
Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l’università.
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MESSAGGIO da Vicenza e dalla Val di Susa:

Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l’università.
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostra determinazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprio impegno difende l’oggi di se stesso e il domani di tanti altri.
Siamo donne e uomini di Vicenza, della Val di Susa e di tante altre realtà riunite nel Patto di Mutuo Soccorso mobilitate in maniera permanente per difendere la nostra terra e la nostra acqua, le nostre città, le nostre valli e il nostro futuro: che si tratti di nuove basi militari, di nuove linee ad alta velocità, di nuove discariche e nuovi inceneritori, di sorgenti svendute al miglior offerente o di quant’altro poco cambia: beni comuni sottratti alla collettività, spazi di democrazia cancellati.
In questi anni abbiamo imparato a guardarci intorno, a conoscere e interrogare. Vogliamo capire e imparare, costruire e creare. Come voi ci riuniamo in assemblea. Come voi cerchiamo di valorizzare la nostra creatività e la nostra diversità. Come voi difendiamo beni comuni che i governi vorrebbero sottrarci: l’accesso ai saperi per regalarlo ai profitti dei privati, il territorio per svenderlo ai militari statunitensi o al partito del tondino e del cemento, l’acqua per consentire nuovi enormi profitti alle grandi multinazionali. Come voi puntiamo sulla forza della ragione e della verità e pratichiamo metodi di lotta pacifici.
Nella nostra mobilitazione abbiamo conosciuto l’utilizzo distorto delle informazioni e delle conoscenze; ci vorrebbero disinformati e ignoranti per imporci scelte devastanti a nostra insaputa. Difendere l’accesso ai saperi e l’istruzione, allora, significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane ai danni delle donne e degli uomini che vivono le nostre città, le nostre campagne, le nostre valli e le nostre montagne.
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città e come un’onda travolgere silenzi compiacenti e sguardi indifferenti. La vostra onda incrocia le nostre onde, le risorse che vogliono sottrarre alla scuola e all’università vorrebbero utilizzarle per nuove devastanti grandi opere inutili e dannose; difendere la scuola pubblica da questo ennesimo tentativo di scippo è il vostro e anche il nostro obiettivo, la vostra resistenza rafforza le nostre resistenze e viceversa. Le nostre onde seguono la stessa rotta: quella che ha come meta la difesa dei beni comuni, della partecipazione e della democrazia.
Il futuro è nelle nostre mani.
6 Novembre 2008
Presidio permanente No Dal Molin
NOTAV Val di Susa
90° Anniversario della Prima Grande Carneficina Mondiale
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Cantieri di pace ed altri gruppi torinesi promuovo un Presidio in Piazza Vittorio angolo Via Po in occasione dei “festeggiamenti” per l’anniversario della Prima Grande Carneficina Mondiale.
Ritrovo domenica 9 novembre ore 9:30
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90° Anniversario della Prima Grande Carneficina Mondiale
Mai più la guerra!
La prima guerra mondiale costò all’Italia 650 mila morti e un milione di mutilati e feriti. A morire furono i figli dei contadini strappati ai campi e ai loro affetti e mandati al fronte con la minaccia dei plotoni di esecuzione alle spalle.
Mentre ricordiamo le vittime di ogni nazionalità di quella “inutile strage”, denunciamo il tentativo del ministro della difesa Ignazio La Russa di recuperare la retorica sulla Prima Guerra Mondiale, glorificandola con una campagna in grande stile, fatta di spot televisivi, parate militari e generali che salgono in cattedra nelle scuole.
Mentre:
• si tagliano i fondi alla scuola e alla ricerca,
• salari, stipendi e pensioni continuano a perdere potere d’acquisto,
• la crisi industriale, particolarmente a Torino, inizia a diventare un problema grave per le molte fabbriche in crisi, con il ricorso massiccio alla cassa integrazione e l’espulsione dei precari,
Si spendono milioni di euro per queste celebrazioni (3 milioni solo per il concerto di Bocelli a Roma). Inoltre, la spesa militare italiana (cioè il funzionamento ordinario delle quattro forze armate, le missioni all’estero e il finanziamento pubblico al comparto militar-industriale), in questo periodo di crisi, ammonta alla cifra record di 23 miliardi e 352 milioni di euro, pari all’11% in più rispetto allo scorso anno.
Questo è l’ennesimo segnale del clima di restaurazione ideologica che si cerca di imporre nel paese con la riproposta di uno Stato autoritario, non laico, e di valori come patria e famiglia, svuotati del loro senso originario e resi strumentali alle logiche di mercato.
Vogliono celebrare la guerra di allora per meglio giustificare quelle di oggi!
4 Novembre - Non festa ma lutto!
Cantieri di pace - Pacifisti torinesi















