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	<title>metropolis - Rivista Online</title>
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	<description>metropolis- rivista online. Giornale metropolitano, MetropoLiS è una rivista aperta e contaminata al sociale, a tutte le contraddizioni e conflitti interni ed esterni ai luoghi di lavoro, alle vecchie e nuove contraddizioni che si manifestano nella società e nei luoghi di lavoro (contraddizioni di genere, etniche, ambientali, ecc).</description>
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		<title>Referendum a Bologna- Basta soldi alle scuole private!</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 21:12:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Assunzioni e finanziamenti per le scuole pubbliche, adesso!
Rispetto dell’art. 33 della Costituzione che dice: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”
Domenica prossima a Bologna si terrà il referendum consultivo contro i finanziamenti alle scuole private.
Quei fondi che Stato, Comuni e Regioni aumentano di continuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.lsmetropolis.org/wp-content/referendum-bologna.jpg"><img style="float: right;" src="http://www.lsmetropolis.org/wp-content/referendum-bologna.jpg" alt="" width="405" height="575" /></a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Assunzioni e finanziamenti per le scuole pubbliche, adesso!</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Rispetto dell’art. 33 della Costituzione che dice: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Domenica prossima a Bologna si terrà il referendum consultivo contro i finanziamenti alle scuole private.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Quei fondi che Stato, Comuni e Regioni aumentano di continuo mentre alla scuola pubblica tolgono pure la carta igienica.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>IN TUTTA ITALIA COME A BOLOGNA: BASTA SOLDI ALLE PRIVATE</strong>!</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><strong>MERCOLEDÌ 22 MAGGIO ORE 16,30 PRESIDIO AL COMUNE DI TORINO</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><strong>CUB SCUOLA &#8211; UNIVERSITÀ &#8211; RICERCA</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">corso Marconi 34 Torino – tel/fax 011-655897 </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><a href="http://www.cubpiemonte.org/">cubpiemonte.org</a> – <a href="http://www.cub.it/">cub.it</a> <br />
</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><a href="mailto:info@cubpiemonte.org">info@cubpiemonte.org</a></span></p>
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		<title>Perche&#8217; permettiamo la distruzione del nostro pianeta</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 16:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente e territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[Non basta far notare che il nostro sistema politico è completamente corrotto dal denaro, compreso il denaro ricavato dal carbone, e dal petrolio, e dalle bombe atomiche e dal gas. Naturalmente è così. E se avessimo la democrazia diretta, i sondaggi indicano che investiremmo in energia verde. Però, dire la cosa giusta al sondaggista per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img style="float: right;" src="http://www.lsmetropolis.org/wp-content/terra-corrotta.jpg" alt="" width="360" height="360" />Non basta far notare che il nostro sistema politico è completamente corrotto dal denaro, compreso il denaro ricavato dal carbone, e dal petrolio, e dalle bombe atomiche e dal gas. Naturalmente è così. E se avessimo la democrazia diretta, i sondaggi indicano che investiremmo in energia verde. Però, dire la cosa giusta al sondaggista per telefono, o in un gruppo che viene scelto per un sondaggio, non rappresenta certo la misura di ciò che si dovrebbe fare con il buon senso quando c’è di mezzo il destino del mondo.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">E non otteniamo una spiegazione completa riconoscendo che </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>il nostro sistema di comunicazione opera insieme al nostro sistema politico che in collaborazione mettono in giro bugie sul nostro clima e sul nostro bilancio</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> (difendere le guerre e i miliardari non è un’opzione, quindi non ci sono soldi per nuove idee, spiacenti). Naturalmente. Quando, però il clima del pianeta si va distruggendo per tutte le generazioni future, la maggior parte del quale quindi non esisterà, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>l’unico corso di azione sensato è di abbandonare tutto e di rovesciare in maniera non violenta qualsiasi sistema corrotto che porta distruzione.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Perché non lo facciamo?</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La disinformazione è una spiegazione a livello superficiale. Perché la gente sceglie di accettare un’ovvia disinformazione?</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ecco un motivo: hanno già scelto di accettare altre ovvie cattive informazioni a cui sono profondamente e appassionatamente affezionati e che richiedono questa ulteriore illusione. Le opinioni coinvolte sono correlate alla scarsa istruzione, cosicché le scelte del governo di finanziare i combustibili fossili e le autostrade e le prigioni e Hamid Karzai, invece che le scuole, certamente contribuiscono a questo. Forse, però, dovremmo affrontare disinformazione direttamente, anche se contemporaneamente perseguiamo la creazione di un sistema di istruzione degno di un paese civile.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Secondo un sondaggio di Newsweek, il 40% delle persone negli Stati Uniti credono che il mondo finirà con una battaglia tra Gesù Cristo e l’Anticristo.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> E in grandissima maggioranza coloro che credono in questo, credono anche che i disastri naturali e la violenza siano segni dell’avvicinarsi della battaglia gloriosa – a tal punto che il 22% negli Stati Uniti crede che il mondo finirà nel corso della loro vita. Questo significherebbe logicamente che la preoccupazione per il mondo dei loro trisnipoti non ha affatto alcun significato e che dovrebbero toglierselo dalla mente. Infatti, uno studio recente ha trovato che credere nella “seconda venuta” riduce del 20% il sostegno per una forte azione di governo per il cambiamento di clima.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">A parte la corruzione del denaro, ogni volta che c’è il 40% degli Americani che crede qualche cosa di stupido, le forze dei brogli elettorali alla Camera, rappresentazione sproporzionata dei piccoli stati rappresentati al Senato, l’ostruzionismo al Senato, il sistema bipartitico del il-vincitore-piglia-tutto che tiene molte voci fuori dai media, e dai dibattiti e dai ballottaggi, mentre </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>permette ai democratici di essere eletti soltanto in base al requisito di non essere Repubblicani</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, e un sistema di comunicazione che incorpora in un gruppo prevalente le opinioni repubblicane, dà quasi la garanzia che l’opinione del 40% controllerà il governo.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il rappresentante al Congresso, John Shimkus, un Repubblicano che proviene da un obbrobrio di brogli nell’Illinois sud orientale, dice che </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>il pianeta è in buone condizioni e che è garantito che resterà così perché Dio lo ha promesso a Noè.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Il Senatore James Inhofe</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, un Repubblicano dell’Oklahoma (uno stato i cui cittadini hanno una rappresentanza al Senato 10 volte maggiore di quella che hanno i Californiani – se si può accusare Diane Feinstein di rappresentare qualcuno) – </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>dice che soltanto Dio potrebbe forse cambiare il clima</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, e che dovremmo smetterla di essere così arroganti – come se prendere 1,4 milioni di dollari in “contributi” alla campagna elettorale da chi profitta dei combustibili fossili e immaginare che le proprie posizioni siano semplicemente determinate dal proprio accesso a un essere onnipotente che gestisce l’universo per conto del 30% del mondo, cresciuto come voi, con le stesse favole, non sia una convinzione </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>arrogante.</em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Un altro senatore che sostiene di essere credente, ma non della varietà di Inhofe e di Shimkus, questa settimana ha denunciato pubblicamente un collega anonimo perché insiste nella linea di pensiero: non preoccupatevi-Dio-è all’opera, durante un recente incontro.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Quando una grossa parte della popolazione crede che la catastrofe è una buona cosa, invece che una cattiva cosa, e le guerre vengono festeggiate e le crisi portano eccitazione e solidarietà alle nostre vite, l’influenza di questo è tossica. Del 40% delle persone che credono che Gesù stia arrivando, alcuni senza dubbio lo credono più di altri, e permettono a questa convinzione di influenzare altre delle loro opinioni e azioni.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Dell’altro 60%, alcuni sono indubbiamente influenzati a livelli variabili da coloro che credono nella battaglia finale tra il Bene e il Male.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Credere in Dio di per se stesso arriva fino all’80% negli Stati Uniti e comprende attivisti forti delle politiche sostenibili, compresi alcuni che fanno proselitismo appassionato usando l’argomento che soltanto credere in Dio ci può salvare dall’apatia rispetto al riscaldamento globale.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ed è indiscutibile che i nostri più devoti attivisti per la pace e la giustizia comprendano alcuni seri credenti. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Il teismo, però è essenzialmente credere che qualche essere più potente stia “mandando avanti la baracca”. </strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Forse coloro che credono nella battaglia finale non hanno realmente trovato una soluzione al problema del male (se c’è un Dio, dovrà chiedermi che lo perdoni,” ha detto un prigioniero in un campo nazista), ma i credenti che però non credono alla lotta finale tra Bene e Male non hanno mai trovato una soluzione logica neanche al problema del libero arbitrio. I credenti e possono prendere una delle due strade e tutto significa poco. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Ma tutti devono inevitabilmente promuovere l’idea che il responsabile è un essere più potente.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">E dove si presenta questa convinzione con effetto dannoso? Nella nostra politica si presenta principalmente come un atteggiamento verso i presidenti. Mentre il presidente Obama ha trascorso 5 anni lavorando con diligenza per distruggere il nostro ambente naturale per tutto il tempo che verrà, il blocco più grosso di coloro che si preoccupano del riscaldamento globale hanno trascorso il tempo dicendosi l’un l’altro di avere fede in Lui che opera in modi misteriosi, che pensa a misurarsi con il Cattivo e che bisogna dargli tempo perché vinca la sua battaglia.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vedete, il problema del credere in un dio non è che alcune delle sue convinzioni che ne derivano hanno successo in un sistema non democratico. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Il problema è che credere in un dio è anti-democratico nella sostanza.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Ci allontana dal fare affidamento su noi stessi. Ci insegna a dipendere da qualcuno ipoteticamente migliore di noi. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>E anche lo stesso 80% circa crede in qualche cosa che si chiama paradiso, che rende la vita reale di gran lunga meno significativa perfino per quelle generazioni che riescono a sperimentarla.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Questo, a sua volta, alimenta la fede nell’ottimismo. A tutti noi si dice di essere ottimisti malgrado i fatti, come se fosse una scelta personale di stile di vita. Aggiungete a questo </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>la convinzione che ogni cosa è parte di un piano generale segreto, e avrete una ricetta per l’accettazione passiva.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Un grande attivista mi ha detto che ogni cosa si risolverà per il meglio o perché li farà andare avanti o perché hanno imparato che dire qualunque altra cosa gli fa ottenere meno inviti a parlare. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>L’ottimismo irriducibile è compatibile con l’impegno attivo, ma l’effetto netto è quasi certamente un contributo all’apatia.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Desidererei che fosse inutile dire che non sto difendendo la posizione ugualmente sciocca di pessimismo ostinato. Propongo la posizione impopolare di accettare i fatti come vengono, agendo di conseguenza, e agendo cautamente quando si tratta del destino di generazioni finora non nate – anche se quella prudenza richiede enormi sacrifici.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ci sono anche altre forze potenti che pesano in modo negativo. C’è il nostro amore per la tecnologia, che comprende le nostre fantasie sull’inventare la nostra via di uscita dalla catastrofe, colonizzare alti pianeti, ricreare le specie. Forse il nostro amico senatore è al corrente di qualche cosa, dopo tutto, quando fa notare l’arroganza. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>C’è anche l’avidità, che comprende il nostro timore che vivere in maniera sostenibile implicherebbe vivere con meno della merda materialistica che attualmente ingombra le nostre vite e alimenta la nostra obesità.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> C’è anche l’opera di raggiro continuamente indirizzato a noi dal nostro governo che convince tanti di noi che siamo impotenti ad attuare i cambiamenti. Non basta credere che il mondo viene distrutto e che noi umani siamo da soli come le piante e gli altri animali, se ci siamo fatti ingannare con il più grosso bidone che i governi “appioppano” al loro popolo, la bugia che dice che non prestano attenzione a noi. La storia insegna il contrario. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>L’influenza delle persone sui loro governi è molto più potente di quanto di solito immaginiamo.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> E’ indebolita principalmente dal fatto che la gente non riesce a fare nulla. L’impotenza è un cerchio di auto-gratificazione. Coloro che bramano la fine del mondo, non sono certo soli a immaginare che non abbiamo il potere di rifare il mondo da soli. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Tuttavia, tra le cose che dovremmo fare proprio adesso, c’è spiegare ai nostri vicini che Gesù non ritornerà.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">14 maggio 2013</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>David Swanson*</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>*Tra i libri di David Swanson c’è: “War Is A Lie.” </em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">[La guerra è una bugia]. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Il suo blog è su http://davidswanson.org e su http://warisacrime.org e lavora per http://rootsaction.org- Conduce Talk Nation Radio</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Articolo originale</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://warisacrime.org/content/why-we-allow-destruction-our-planet">Why We Allow the Destruction of Our Planet</a> – <a href="http://warisacrime.org/">warisacrime.org/</a> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Traduzione di Maria Chiara Starace </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.znetitaly.org/">www.znetitaly.org</a> </span></span></span></p>
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		<title>SACCOMANNI RICONVERTE LA SCUOLA ALL&#8217;ASSISTENZIALISMO PER BANCHIERI</title>
		<link>http://www.lsmetropolis.org/2013/05/scuola-assistenzialismo-banchieri/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 14:01:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Trattato di Maastricht]]></category>
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		<description><![CDATA[La morte di Giulio Andreotti avrebbe potuto essere un&#8217;occasione per ridimensionare e demitizzare non solo l&#8217;immagine di &#8220;Belzebù&#8221; del personaggio, ma anche il complesso della sua storia di uomo di governo, e ciò proprio alla luce degli avvenimenti successivi al suo tramonto politico. La vicenda della cosiddetta &#8220;trattativa Stato-mafia&#8221;, protrattasi per tutti gli anni &#8216;90, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img style="float: right;" src="http://www.lsmetropolis.org/wp-content/BANCHE-LADRI.jpg" alt="" width="400" height="305" />La morte di Giulio Andreotti avrebbe potuto essere un&#8217;occasione per ridimensionare e demitizzare non solo l&#8217;immagine di &#8220;Belzebù&#8221; del personaggio, ma anche il complesso della sua storia di uomo di governo, e ciò proprio alla luce degli avvenimenti successivi al suo tramonto politico. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>La vicenda della cosiddetta &#8220;trattativa Stato-mafia&#8221;, protrattasi per tutti gli anni &#8216;90, ha dimostrato infatti che la dibattuta questione del rapporto delle istituzioni col crimine organizzato non riguardava le scelte di questo o di quell&#8217;uomo politico, e neppure di questo o quel partito, bensì il contesto internazionale.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> In questi giorni la lotta al super-impianto radar che gli USA stanno installando in Sicilia, ha dimostrato ancora una volta che la mafia ha ben altri protettori che i nostri uomini politici, visto che </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>nella costruzione dell&#8217;impianto MUOS sono utilizzate <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/espresso/2011/10/31/news/un_azienda_in_odore_di_cosa_nostra_nel_cantiere_dell_antenna_americana-24201930/">imprese edilizie</a> che hanno una ben nota copertura mafiosa. </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Al contrario, alle scontate operazioni nostalgia di alcuni, hanno fatto riscontro, da parte di commentatori di &#8220;opposizione&#8221;, operazioni ancora più improbabili, le quali, per giungere alla condanna politica e morale di Andreotti, hanno finito per coinvolgere nella condanna l&#8217;intera Storia italiana. Si tratta di un approccio pseudo-storiografico che ha riguardato a suo tempo anche una parte dell&#8217;antifascismo, che finì per santificare il fascismo stesso, considerandolo lo sbocco inevitabile delle contraddizioni del Risorgimento italiano. Antonio Padellaro &#8211; che è un commentatore che a volte esprime persino dei momenti di lucidità -, stavolta è arrivato al punto di contrapporre al cinismo guicciardiniano di Andreotti il presunto &#8220;idealismo&#8221; della Thatcher, cioè una fiaba propagandistica bella e buona, costruita su misura per conferire un alone di credibilità ad una sfacciata lobbista delle multinazionali legate al business dell&#8217;importazione del carbone dall&#8217;estero. Con la chiusura delle miniere britanniche, imposta dalla Thatcher, il Regno Unito è infatti diventato il Paese maggior <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.coalimp.org.uk/3.html&amp;prev=/search%3Fq%3Dcorporation%2Bcoal%2B%2Bimport%2Bengland%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493">importatore di carbone</a> del mondo, con circa cinquanta milioni di tonnellate all&#8217;anno. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In realtà nessuna nazione è una monade, tanto più se si tratta di una piccola-media potenza, e non è serio trattare le sue vicende come se avessero soltanto un&#8217;origine interna. Gli Stati sono sempre inseriti in una gerarchia coloniale, e i loro governi si barcamenano in questo contesto. Il problema è che la fine dell&#8217;Unione Sovietica, e del suo contrappeso politico-militare, comportò un azzeramento dei margini di manovra dell&#8217;Italia in politica estera, perciò anche la troppo mitizzata scaltrezza di Andreotti, di fronte a questi nuovi scenari, si rivelò del tutto insufficiente.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La fine degli equilibri di potenza ha comportato la fine della politica.<br />
 In questo senso, anche chi rimpiange il presunto professionismo politico degli Andreotti o dei Craxi, dovrebbe domandarsi come mai proprio quel ceto di governo consegnò l&#8217;Italia alla morsa del Trattato di Maastricht, cioè allo strapotere delle lobby delle privatizzazioni e della finanziarizzazione. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Se oggi ci ritroviamo al ministero dell&#8217;Economia un lobbista come Fabrizio Saccomanni lo dobbiamo anche al servilismo di quel ceto politico. </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Qualche giorno fa sono stati pubblicati i dati di una ricerca, da cui risulterebbe che l&#8217;Italia ha il maggior numero di &#8220;unbanked&#8221;, cioè di cittadini ancora privi di un conto corrente e di una carta di credito. Quindici milioni di unbanked italiani da inserire a forza nel sistema dello sfruttamento finanziario, costituiscono un bel business. L&#8217;aspetto più interessante della <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-11/allitalia-record-europeo-unbanked-120115.shtml?uuid=AbsXD0uH">ricerca</a> è che fra gli unbanked vengono considerati anche i minorenni tra i quindici ed i diciotto anni, cioè dei ragazzi, che vanno precocemente addestrati a versare l&#8217;elemosina ai banchieri. <br />
 Forse è per questo che l&#8217;attuale ministro dell&#8217;Economia, Fabrizio Saccomanni, è da parecchi anni un fervido sostenitore dell&#8217;educazione finanziaria nelle scuole superiori; un <a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-691431/bankitalia-saccomanni-piu-educazione/">progetto</a> da lui caldeggiato in varie iniziative ed interviste, promuovendo accordi di collaborazione tra il Ministero dell&#8217;Istruzione e la Banca d&#8217;Italia. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>C&#8217;è di che sospettare che la ministra Maria Chiara Carrozza stia lì solo come diversivo, come distrazione, e che alla Scuola in realtà provveda Saccomanni. </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nel giugno del 2011, Saccomanni infatti scrisse di persona un <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-06-18/educazione-finanziaria-sfida-vincere-123027.shtml?uuid=Aa6Qg6gD&amp;fromSearch">articolo</a> per il &#8220;Sole-24 ore&#8221;, nel quale ribadiva questa importanza del portare l&#8217;annuncio della buona novella finanziaria agli unbanked; ed ovviamente, già allora, gli studenti della Scuola superiore erano al centro dei suoi pensieri e dei suoi desideri. <br />
 </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>L&#8217;assistenzialismo per banchieri è il denominatore comune di tutte le iniziative di governo e di tutte le &#8220;riforme strutturali&#8221;, e per accorgersene basta appena scostare il velo della retorica ufficiale.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Il lobbismo finanziario è infatti diventato sempre più aggressivo, invadente ed evidente, e l&#8217;arrivo al governo del banchiere Saccomanni ne costituisce un&#8217;ulteriore dimostrazione. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Saccomanni proviene dalla Banca d&#8217;Italia, ma la sua formazione è dovuta al Fondo Monetario Internazionale, che, insieme con la Banca Mondiale, ha <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://fas.imf.org/misc/G20%2520Toronto%2520Principles%2520for%2520Innovative%2520Financial%2520Inclusion.pdf&amp;prev=/search%3Fq%3Dimf%2Bfinancial%2Binclusion%2Bdatabase%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493&amp;sa=X&amp;ei=JdCRUde4OezT7AbJ0YCgDQ&amp;ved=0CHsQ7gEwBw">l&#8217;inclusione finanziaria</a> dei poveri unbanked come obiettivo prioritario da imporre ai governi. </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;inclusione finanziaria è strettamente connessa all&#8217;abolizione del contante ed all&#8217;adozione dei mezzi di pagamento elettronici. A livello mondiale il più illustre nemico del contante non è Milena Gabanelli, ma il miliardario Bill Gates. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Non si diventa miliardari a caso: il trucco consiste nel trattare la povertà non come un problema, ma come un business.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Bill Gates infatti promuove la diffusione dei mezzi di pagamento elettronici persino fra i poveri del continente africano, dove ha in corso un <a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dbill%2Bgates%2Bunbanked%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://www.businessweek.com/articles/2013-01-23/bill-gates-hates-cash-dot-heres-why&amp;usg=ALkJrhiK9xfgafMHOFk0cKNwTYG81IGa6Q">esperimento-pilota</a> localizzato in Kenia. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In questo tipo di scelte di &#8220;inclusione finanziaria&#8221; c&#8217;è da riscontrare una continuità che va oltre il succedersi dei ministri, e che configura un contesto di obblighi coloniali. Nell&#8217;aprile del 2010 la <a href="http://salonedelrisparmio.com/edizione2010/programma-del-salone/agenda-23-aprile.html">ministra Gelmini</a> andava a Piazza Affari per garantire agli operatori della finanza che la Scuola era a loro disposizione per l&#8217;allevamento di futuri clienti. <br />
 </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Ma il primo <a href="https://www.bancaditalia.it/serv_pubblico/cultura-finanziaria/conoscere/edufin-scuola/progetto-miur-bi">protocollo d&#8217;intesa</a> tra Banca d&#8217;Italia e Ministero dell&#8217;Istruzione per il progetto di educazione finanziaria nelle scuole fu siglato nel 2007, dal ministro Fioroni durante il governo Prodi.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Insomma, se </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Saccomanni è il messia dell&#8217;educazione finanziaria nella Scuola, ha pur avuto parecchi Giovanni Battista ad annunciarne la venuta. </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">16/05/2013</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Comidad</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><a href="http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=548"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">comidad.org</span></span></span></a></p>
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		<title>Redistribuire il lavoro che c’è, espropriare le imprese che chiudono</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 23:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[chiudono]]></category>
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		<category><![CDATA[Redistribuire]]></category>

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		<description><![CDATA[MANIFESTO DI LOTTA
&#8220;Redistribuire il lavoro che c’è, espropriare le imprese che chiudono&#8221;
Due punti per uscire dalla difesa della miseria dell’esistente e lottare contro un futuro senza prospettive

Nonostante le centinaia di miliardi di euro che sono stati prelevati dalle tasche dei lavoratori delle loro famiglie per essere regalati alle banche dal governo Monti attraverso le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>MANIFESTO DI LOTTA</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><strong>&#8220;</strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Redistribuire il lavoro che c’è, espropriare le imprese che chiudono&#8221;</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Due punti per uscire dalla difesa della miseria dell’esistente e<span style="font-size: small;"> </span>lottare contro un futuro senza prospettive</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img style="float: right;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-9Mx2RmiekM/TKsnFfxzgUI/AAAAAAAAAQ4/jlLzP_GICbE/s1600/vignetta_c_e_lavoro.jpg" alt="" width="400" height="296" /></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nonostante le centinaia di miliardi di euro che sono stati prelevati dalle tasche dei lavoratori delle loro famiglie per essere regalati alle banche dal governo Monti attraverso le sue controriforme, </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">la crisi continua a mordere e sempre gli stessi settori sociali</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">. E nel prossimo futuro andrà ancora peggio visto il pareggio di bilancio introdotto in Costituzione con l’applicazione, per volere della UE, del </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Fiscal Compact che imporrà a qualsiasi governo avremo tagli alla spesa per circa 50 miliardi di euro per ogni anno nei prossimi venti anni almeno.</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Questo vuol dire che non sono previste risorse né per investimenti e progressivamente nemmeno per gli ammortizzatori sociali. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Chi perde il lavoro o andrà in cassintegrazione perché la sua azienda è in crisi, chiude o delocalizza ha davanti a sé unicamente un futuro di disoccupazione e miseria in solitudine.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Parliamo di centinaia di migliaia di posti di lavoro a rischio. Solo sui tavoli aperti al ministero dello sviluppo economico sono coinvolti 285.800 lavoratori e lavoratrici, dei quali 74.605 sono stati dichiarati già da oggi in esubero. Per non parlare dell’impatto sull’indotto che moltiplica per due o tre i numeri. Da questi numeri, raccolti sempre dallo stesso rapporto CGIL, sono escluse le grandi aziende gestite direttamente dal ministero. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Questi numeri fanno capire chi sta pagando tutte le conseguenze della crisi e che le azioni messe in campo dal governo, spesso avallate passivamente dalle OOSS, non fanno altro che peggiorarla. Se continuiamo ad accettare il principio che dobbiamo pagare noi i costi della crisi dei padroni (che siano essi industriali, banchieri o speculatori) ci scaviamo la fossa con le nostre stesse mani. </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Gli ammortizzatori sociali ormai sono solo il viatico per la mobilità e i licenziamenti, e l’azione sindacale ormai è rivolta solo al loro utilizzo.</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Mentre i governi impongono tagli e controriforme per mantenere alti i profitti di banche e imprese, gli unici ad andare veramente in “default” in questo paese, col ricatto della crisi e del debito, sono i lavoratori e le lavoratrici dipendenti, i precari, i cassintegrati ed i disoccupati. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le nostre singole vertenze contro i licenziamenti e contro la precarietà rischiano di sbattere contro il muro delle controparti (aziende e governo) col ricatto della chiusura o </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">il contentino temporaneo di qualche ammortizzatore per fiaccare la nostra resistenza prima di perdere definitivamente il posto di lavoro.</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Proponiamo che queste vertenze e lotte, che ciascuno conduce autonomamente con gli strumenti che ritiene più adeguati, siano affiancate dalla rivendicazione da parte di tutte le lavoratrici ed i lavoratori in lotta, dipendenti o precari, di due punti generali: </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">1.</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e senza aumenti di produttività.</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">2.</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’esproprio/nazionalizzazione sotto controllo collettivo delle aziende in crisi e che de localizzano.</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non siamo più disponibili ad accettare che le grandi e medie imprese, sostenute in ogni modo con i nostri soldi, che hanno devastato interi territori e la salute di milioni di persone, per accrescere comunque i loro profitti chiudano qui e le vadano a riaprire ovunque gli convenga di più gettando per la strada centinaia di migliaia di lavoratori!</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’articolo 43 della Costituzione già recita “</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">”.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Sappiamo bene non basta una legge ma sosteniamo che è possibile praticare l’esproprio e l’autogestione per “comunità di lavoratori” delle aziende che chiudono o delocalizzano salvo pretendere che, visti tutti gli sgravi e incentivi pubblici ricevuti, non ricevano ulteriori indennizzi o al massimo un indennizzo simbolico di un euro!</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Inoltre l’introduzione di tecnologie e l’aumento dei ritmi di lavoro hanno aumentato a dismisura la velocità di produzione di beni e di servizi senza che questo abbia provocato una liberazione della nostra vita da una parte del tempo di lavoro per noi ma ha significato solo l’incremento di profitti per le aziende. Gli ammortizzatori e l’aumento della produttività (ormai, al pari della precarietà, introdotti anche nel pubblico impiego e nella scuola) sono solo l’anticamera della disoccupazione e quindi rivendichiamo, azienda per azienda, categoria per categoria, la riduzione d’orario a parità di salario e senza aumenti produttivi come l’unica possibilità per redistribuire intanto il lavoro che c’è e far si che non siamo noi a pagare, ancora una volta, i costi della crisi!</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Noi abbiamo già pagato col nostro lavoro flessibile, precario, insicuro e malpagato…</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">E’ ora che la crisi la paghino le banche, le imprese e gli speculatori!</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Rossella Iacobucci</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, comitato Resistenza Operaia – Irisbus; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Domenico Petrillo</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, comitato Resistenza Operaia – Irisbus; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Massimiliano Murgo</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Fiom Cgil Marcegaglia Buildtech Milano; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Andrea Castellucci</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Fiom Marcegaglia Forlì; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Gabriele Severi</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Fiom Marcegaglia Forlì; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Mimmo De Stradis</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Fiom Fiat Sata Melfi; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Stefania Fantauzzi</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsa Fiom Fiat Termoli; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Mimmo Cappella</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsa Fiom Fiat Termoli; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Francesca Felice</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsa Fiom Sevel Atessa (CH); </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Antonello Tiddia</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Cgil Carbosulcis; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Arcangelo Valentino</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, operaio Bosch Bari; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Stefano Quitadamo</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, comitato occupy Ri-Maflow; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Massimo Lettieri</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, cooperativa Ri-Maflow; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Luigi Malabarba</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, pensionato Alfa Romeo; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Annalisa Dordoni</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, operatrice telefonia mobile Milano; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Alberto Pantaloni</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Slc Cgil Comdata Torino; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vincenzo Graziano</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Flmu Cub Comdata Torino; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Massimiliano Lanciotti</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Flmu Cub Telecom Italia; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Riccardo De Angelis</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Flmu Cub Telecom Italia; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Adriano Carbone</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Flmu Cub Telecom Italia IT; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Federica D’Alessandro</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, Coordinamento Precari Scuola/ direttivo Flc Cgil Roma e Lazio; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Francesco Cori</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, Coordinamento Precari Scuola/Flc Cgil; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Viviana Savino</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, Coordinamento Scuole Roma; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Renato Caputo</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Flc Cgil; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Gabriella Petrarulo</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, comitato mobilitati Alitalia Overbooked; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Riccardo Filesi</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, comitato mobilitati Alitalia Overbooked; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Christian De Nicola</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu direttivo Fiom Roma Nord; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Francesco Fumarola</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, Slc Cgil Almaviva Contact; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Andrea Fioretti</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsa Fiom appalti Selex; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ciro Risolo</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu direttivo Fiom Cgil Roma Sud; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Roberto Villani</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Usb Scuola; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Fabrizio Cottini</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsa Cgil Sielte; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Sante Marini</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, Fiom Alcatel Alenia; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Maurizio Bacchini</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsu Fiom Cgil Baxter spa; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Marina Citti</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, rsa Cgil Menarini spa Pomezia; </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Claudio Simbolotti</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, ferroviere Usb.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Aderiscono:</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Coordinamento lavoratrici e lavoratori autoconvocat* – contro la crisi; comitato Resistenza Operaia – Irisbus Valle Ufita; ClashCityWorkers; collettivo Ri-Maflow; comitato mobilitati Alitalia Overbooked; Coordinamento Precari della Scuola – Roma; Lavoratori Autorganizzati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per contatti e adesioni:</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><a href="mailto:lavoraremenotutti@inventati.org"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">lavoraremenotutti@inventati.org</span></span></span></a></strong></p>
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		<title>La crisi europea: il sonno prima della rapina</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 20:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Strana e intorpidita atmosfera di maggio. Lo spread dorme, e gli allarmi non suonano. Ma nessuno è davvero tranquillo. Finché il 22 settembre in Germania si vota&#8230;
Strana e intorpidita atmosfera di maggio. Il grande spauracchio dello spread sembra assopito, abbastanza da non far suonare gli allarmi. Eppure nessuno è veramente tranquillo. Le banche non erogano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><img style="float: right;" src="http://megachip.globalist.it/QFC/NEWS_135627.jpg" alt="" width="400" height="256" />Strana e intorpidita atmosfera di maggio. Lo spread dorme, e gli allarmi non suonano. Ma nessuno è davvero tranquillo. Finché il 22 settembre in Germania si vota&#8230;</em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Strana e intorpidita atmosfera di maggio. Il grande spauracchio dello spread sembra assopito, abbastanza da non far suonare gli allarmi. Eppure nessuno è veramente tranquillo. Le banche non erogano quasi nulla, il senso di strozzamento dell&#8217;economia c&#8217;è ancora, e gli annunci di Beppe Grillo sul crollo che ci aspetta in autunno prendono consistenza. Sull&#8217;autunno si concentrano tante ansie. Quello che inizierà il 22 settembre non sarà il solito autunno. Quel giorno il popolo tedesco voterà. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Dopo di allora, chiarita la direzione che prenderà la Germania, la crisi si scongelerà pienamente in tutta Europa.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">È perciò importante capire quali sono la vera faccia, la vera natura, gli attori principali, i mezzi utilizzati, il disegno ultimo di coloro che stanno demolendo l&#8217;Europa, la sua identità e i suoi popoli.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Occorre che afferriamo senza indugio il senso di tutto questo, pronti a trarne le conseguenze. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Ai piani alti non sono fermi. Stanno preparando progetti operativi che proseguiranno la destabilizzazione su scala continentale.</strong> Dovremo essere pronti a elaborare politiche e progetti alternativi per impedire alla Troika (composta da Banca centrale europea, Commissione europea e Fondo monetario internazionale) di proseguire nel suo cammino dittatoriale e, contemporaneamente, lanciare un concreto messaggio di speranza a milioni di Europei già in miseria o &#8211; come nel caso dell&#8217;Italia, della Francia, e, più tardi perfino della Germania &#8211; sul procinto di esserlo. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img style="float: right;" src="http://megachip.globalist.it/QFC/NewsExtra_135622.jpg" alt="" width="300" height="593" />Molti obietteranno: anche la Germania? La Germania no. E invece sì. Il suo debito pubblico supera i 2 trilioni di Euro, molte casse di risparmio di proprietà pubblica sono da tempo in bancarotta tecnica, la Kommerzbank é sta già salvata più volte. Ma queste sono noccioline, in confronto ai numeri di un altro baratro. La Deutsche Bank, ossia il maggiore azionista della Bundesbank e della BCE, ha un record mondiale poco invidiabile: è la prima banca al mondo nella classifica esplosiva del rischio derivati (seguita dalla JPMorgan). L&#8217;istituto germanico ha in pancia oltre 55 trilioni di derivati a rischio &#8220;subprime&#8221;. Detta in un&#8217;altra maniera, sono più di 55 milioni di milioni di euro, qualcosa come 35 volte il PIL dell&#8217;Italia.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">È pur vero che il rischio è compensato in parte da posizioni di copertura per 23 trilioni di Euro presso altri grandi istituti bancari. Ma in momenti di crisi acuta un&#8217;assicurazione come questa è solo teorica, perché si basa su equilibri da catena di Sant&#8217;Antonio.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">«Ma niente paura», <span lang="it-IT">ironizza Zero Hedge</span>, «questi quasi 56 trilioni di euro di esposizione, se tutto dovesse andare davvero malissimo, sono coperti dai bilanciatissimi volumi di 575,2 miliardi di depositi, ossia appena 100 volte di meno. Naturalmente, nel caso di Deutsche Bank sarebbe a quel punto richiesto un prelievo un pochino più aggressivo del normale, seguendo le orme di Cipro».</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I numeri sono da brivido, e gli equilibri fragilissimi, retti su meccanismi di fiducia sempre più volatili. Basta che una sola maglia di questa catena truffaldina si spezzi, e tutto il sistema mondiale salta in aria. A quel punto non ci sarà nessun &#8220;Quantitative Easing&#8221; o nessuna convulsa stampa di moneta elettronica o cartacea &#8211; da parte della FED,della BCE, della Banca del Giappone o della Banca d&#8217;Inghilterra, o di una Banca d&#8217;Italia rifondata a tempo di record &#8211; che potrà salvarci nell&#8217;immediato. L&#8217;atterraggio non è morbido. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non c&#8217;è mossa politica, anche quelle di chi come noi vuole difendersi, che possa ignorare questa spada di Damocle che pende sulla condizione, già tragica, o sul punto di esserlo, di gran parte dell&#8217;Europa.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">A Bruxelles sanno benissimo che molti degli istituti finanziari dell&#8217;Eurozona navigano in pessime acque. Seguire «le orme di Cipro» è più che un&#8217;opzione sul tavolo. <strong>La &#8220;Direttiva Barnier&#8221; sulla regolamentazione dei casi di insolvenza, in corso di preparazione, prevede in ultima istanza la &#8220;confisca&#8221; &#8211; parziale o totale &#8211; dei depositi e crediti correlati. </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>In altre parole,una spoliazione del risparmio dei depositanti.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Naturalmente ,dopo la maxirapina di Cipro,molti cittadini di Eurolandia disertano le banche, o, se già clienti, riducono al minimo i loro depositi. Perciò lo stesso commissario europeo Michel Barnier ha anticipato un provvedimento per far sì che &#8211; lo vogliano o no &#8211; i 59 milioni di cittadini che non tengono ancora il loro denaro in banca, vadano a depositarlo.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La crisi non è più solo una questione di solvibilità, ma di fiducia nel sistema politico-istituzionale che ci governa dai tempi della rimozione del Muro di Berlino. <strong>Un sistema che aumenta via via il tasso di illegalità e illegittimità dei suoi provvedimenti. </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La &#8220;Direttiva Barnier&#8221; è ancora in corso di riservata gestazione. Ma l&#8217;impianto é ormai delineato. <strong>In pratica, il &#8220;salvataggio&#8221; di una banca di Eurolandia ricadrà in buona parte sui depositanti-risparmiatori.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le linee fondamentali della direttiva sono state preannunciate dallo stesso Barnier, durante una recente conferenza stampa. Il testo finale dovrà essere approvato dal Consiglio Europeo del 27/28 Giugno 2013. Non sono da escludere importanti sviluppi che potranno influenzare nel frattempo la stesura finale. Il 18 maggio è la data limite del superamento del tetto del debito USA, inevitabile. Come reagiranno quelle entità impropriamente definite &#8220;mercati&#8221;, ossia gli speculatori finanziari, comprese le grandi banche?</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il tema dei prelievi forzosi dal risparmio depositato in banca non si ferma qui. Il Consiglio europeo del 22 Maggio ha all&#8217;ordine del giorno una normativa di coordinamento delle politiche fiscali. Oltre alle misure di armonizzazione fiscale, è prevista la tassazione dei depositi di risparmio: ad esempio, in Francia, i depositi sul &#8220;Livret A&#8221; &#8211; sino ad ora esenti e con un tetto massimo di 25mila Euro &#8211; cadranno non solo sotto la scure invisibile dell&#8217;inflazione reale (Istat ed Eurostat non calcolano tassi attendibili), ma anche sotto la tassazione imposta ope legis dall&#8217;Unione Europea. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Se i depositi verranno confiscati,</strong> in tutto o in parte, in caso di insolvenza, e a questo si unirà la tassazione forzosa dei risparmi, queste saranno altrettante scintille che faranno esplodere la polveriera dell&#8217;Euro moneta privata.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Niente di nuovo sotto il sole quel che ne conseguirà: il ritiro in massa dai depositi bancari prima, il crollo sistemico delle banche poi, una depressione terrificante infine, dagli esiti imprevedibili. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Quel che resterà dell&#8217;Europa potrà soltanto ricorrere alle riserve auree e a quelle in divise straniere &#8220;solide&#8221;: fra queste, data la situazione finanziaria USA, non rientra il dollaro.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ora come ora non dobbiamo aspettarci nulla da un governo Letta-Berlusconi ad alto tasso Bilderberg. Fin qui il governo si regge e rimane in campo con lo spread basso per consentire ad Angela Merkel di arrivare al 22 settembre, senza aggiungere altri incontrollabili guai ai già troppi disordini, al netto della capacità dei maggiordomi italiani di crearne maldestramente comunque.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Come difendersi, allora? <strong>Il tempo è scaduto, e l&#8217;opposizione deve crescere molto in fretta.</strong> Dovrà elaborare in fretta un piano B, visto che Draghi e soci non lo contemplano neppure. E far diventare quel piano materia di schieramento politico che faccia l&#8217;opposto di quel che si è fatto finora.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">17 maggio 2013</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Pino Cabras e Carlo Tia</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=74884&amp;typeb=0&amp;La-crisi-europea-il-sonno-prima-della-rapina-">megachip.globalist.it</a></span></span></span></p>
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		<title>Continua la mobilitazione contro i licenziamenti dei bibliotecari esternalizzati dell&#8217;Università di Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 17:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lotte scuola, università, ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[33]]></category>
		<category><![CDATA[bibliotecari]]></category>
		<category><![CDATA[CoopCulture]]></category>
		<category><![CDATA[licenziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[unito]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa
I 33 soci della cooperativa CoopCulture in servizio presso le biblioteche dell&#8217;Università degli Studi di Torino sono in mobilitazione da oggi venerdì 17 maggio e intendono proseguire la loro azione di protesta sabato 18, lunedì 20, martedì 21 e mercoledì 22. 
Tale decisione è stata presa dalla maggioranza dei lavoratori, a seguito del diniego [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Comunicato stampa</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img style="float: right;" src="http://www.cub.it/images/11308.jpg" alt="" width="325" height="450" />I 33 soci della cooperativa CoopCulture in servizio presso le biblioteche dell&#8217;Università degli Studi di Torino<strong> sono in mobilitazione da oggi venerdì 17 maggio e intendono proseguire la loro azione di protesta sabato 18, lunedì 20, martedì 21 e mercoledì 22.</strong> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Tale decisione è stata presa dalla maggioranza dei lavoratori, a seguito del diniego ricevuto nella mattinata da parte della propria azienda di ritirare la <span style="text-decoration: underline;">comunicazione di licenziamento collettivo </span>delle suddette unità lavorative.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Malgrado le rassicurazioni e la proposta di un incontro tra il sindacato e l&#8217;amministratore delegato della cooperativa, i lavoratori colpiti dal provvedimento intendono mantenere viva l&#8217;attenzione sulle problematiche che da anni riguardano la gestione esternalizzata delle biblioteche d&#8217;Ateneo, culminate oggi in questa intenzione di procedere a riduzione del personale. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Chiediamo la vostra solidarietà e partecipazione alle iniziative che intendiamo intraprendere: il primo appuntamento è</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>lunedì 	20 nell&#8217;atrio di Palazzo Nuovo ore 11.00 assemblea</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> tra i bibliotecari in sciopero, gli studenti, i ricercatori, i 	dipendenti interni e tutti i solidali che sostengono la nostra lotta</span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">seguirà un altro importantissimo appuntamento</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>martedì 	21 con un presidio in Rettorato </strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>in 	occasione del Consiglio di Amministrazione relativo al servizio </strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>reference </strong></em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>nelle 	biblioteche. </strong></span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Torino 17 maggio 2013</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Bibliocoop Flaica Cub</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>NO TAV: Se pensano di intimorirci si sbagliano!</title>
		<link>http://www.lsmetropolis.org/2013/05/comunicato-stampa-no-tav-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 17:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
		<category><![CDATA[compressore]]></category>
		<category><![CDATA[reti]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA Movimento NO TAV
Tre giorni continui di attacchi mediatici e politici alla Valle di Susa e al movimento no tav. Proviamo per punti a raccontare la cruda realtà:


L&#8217;azione 	di lunedì notte non è stata rivendicata, le uniche notizie che 	rimbalzano sui giornali arrivano direttamente dalla questura e 	dall&#8217;interno del cantiere.


La 	realtà è che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>COMUNICATO STAMPA Movimento NO TAV</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img style="float: right;" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/26/26a854d9e43c72637c262c4810008fcf35b1a68e4bdb92d1a942cc5a.jpg" alt="" width="400" height="273" />Tre giorni continui di attacchi mediatici e politici alla Valle di Susa e al movimento no tav. Proviamo per punti a raccontare la cruda realtà:</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;azione 	di lunedì notte non è stata rivendicata, le uniche notizie che 	rimbalzano sui giornali arrivano direttamente dalla questura e 	dall&#8217;interno del cantiere.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La 	realtà è che non ci sono stati feriti e l&#8217;attacco è avvenuto alle 	cose e non alle persone. Un compressore annerito è l&#8217;unico 	&#8220;ferito&#8221;. Un po&#8217; poco per giustificare un &#8220;tentato 	omicidio&#8221; a meno che anche il compressore sia considerato un 	operaio del cantiere.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Quando 	il ministro degli interni Alfano, seguito dal solito coro 	bipartisan, parla &#8220;di atto terroristico e &#8220;ricerca del 	morto&#8221; o non sa di cosa parla o lo sa benissimo e falsifica 	deliberatamente i fatti reali, usando lui sì, toni terroristici.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Noi 	temiamo che qualche povero cristo ci lascerà davvero le penne 	immolato sull&#8217;altare della &#8220;ragion di stato&#8221; e non per 	mano dei NO TAV, ma per cancellare i NO TAV dalla Storia e tutto 	questo ricorda maledettamente la &#8220;strategia della tensione&#8221; 	degli anni &#8216;70 e 80.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ribadiamo 	che il tagliare le reti e il colpire macchinari sono azioni non 	violente. </span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il 	giorno dopo l&#8217;azione il piccolo presido no tav a ridosso delle reti 	è stato completamente devastato (da chi? visto che lì o ci sono i 	no tav o le forze dell&#8217;ordine?)&#8230; ma nessuno chiaramente ne 	parla&#8230;</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ci 	chiediamo dove siano stati i ministri in questione che oggi sputano 	dure sentenze, quando le forze dell&#8217;ordine picchiavano e lanciavano 	lacrimogeni contro manifestanti inermi.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ci 	chiediamo dove fosse lo Stato quando la polizia compì un tentato 	omicidio durante lo sgombero della baita Clarea nel febbraio 2012, 	senza neanche fermare i lavori.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Denunciamo 	come pretestuosa e intimidatoria la richiesta del senatore Stefano 	Espositodi procedere contro il giornalista Fabrizio Salmoni per 	“Istigazione a delinquere e minacce”, per il suo articolo “<a href="http://mavericknews.wordpress.com/2013/05/14/ce-lavoratore-e-lavoratore-per-esempio-ci-sono-i-crumiri/" target="_blank">C’è 	lavoratore e lavoratore: per esempio ci sono i crumiri</a>”, 	ampiamente ripresa dai giornali e TV, mistificando il reale 	contenuto dell’articolo. <em>(n.d.w- leggi il <a href="http://mavericknews.wordpress.com/2013/05/16/comunicato-stampa-di-maverick/" target="_blank">comunicato stampa di </a></em></span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://mavericknews.wordpress.com/2013/05/16/comunicato-stampa-di-maverick/" target="_blank">Fabrizio Salmoni- Maverick</a>)</span></span></span></em></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il 	ministro degli interni dovrebbe preoccuparsi delle ditte che 	lavorano all&#8217;interno del cantiere: l&#8217;altro ieri è arrivata la Pato 	Perforazioni di Rovigo: ditta a cui il 13 marzo è stata tolta la 	certificazione antimafia e guarda caso adesso lavora al cantiere 	della Maddalena aggiungendosi alle già molte altre ditte che hanno 	subito condanne in via definitiva per bancarotta fraudolenta, 	tangenti..ecc ecc.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Così 	facendo svendono la nostra terra ai soliti mafiosi impuniti, sono 	complici della distruzione irreversibile della Val Clarea e in altre 	porzioni della valle, infischiandosene della vita e del futuro di 	chi la abita.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Se 	pensano di intimorirci con le loro dichiarazioni roboanti si 	sbagliano. Noi a Chiomonte continueremo ad andarci e inizieremo da 	venerdì con l&#8217; inizio della tre giorni di campeggio, che è un 	anticipo della lunga estate di lotta che il movimento no tav sta 	organizzando</span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">16 maggio 2013</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Movimento NOTAV Ufficio Stampa</span></span></span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Siria. A Yarmouk i ribelli sparano ai civili</title>
		<link>http://www.lsmetropolis.org/2013/05/siria-ribelli-sparano-civili/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[NO WAR]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[cecenia]]></category>
		<category><![CDATA[Damasco]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito libero siriano]]></category>
		<category><![CDATA[Marshall]]></category>
		<category><![CDATA[Yarmouk]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giornalista Marshall, presente alla manifestazione di ieri, conferma: l&#8217;Esercito Libero Siriano ha aperto il fuoco contro i palestinesi in marcia. Quanti morti? 
Roma, 16 maggio 2013, Nena News - Le voci che ieri si sono rincorse sull&#8217;uccisione di alcuni palestinesi che manifestavano nel campo profughi di Yarmouk, a Damasco, trovano conferma oggi. Sky News [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Il giornalista Marshall, presente alla manifestazione di ieri, conferma: l&#8217;Esercito Libero Siriano ha aperto il fuoco contro i palestinesi in marcia. Quanti morti? </em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Roma, 16 maggio 2013, Nena News </em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">- Le voci che ieri si sono rincorse sull&#8217;uccisione di alcuni palestinesi che manifestavano nel campo profughi di Yarmouk, a Damasco, trovano conferma oggi. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Sky News pubblica il resoconto di Tim Marshall, direttore di Foreign Affairs, presente alla manifestazione di ieri.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Ne riportiamo la traduzione: </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img style="float: right;" src="http://nena-news.globalist.it/QFC/NEWS_135289.jpg" alt="" width="400" height="246" />&#8220;Sapevamo cosa stava per succedere e allora abbiamo indossato elmetti e giubbini anti-proiettile. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>I manifestanti sapevano cosa stava per accadere, non avevano alcuna protezione ma continuavano a camminare dritti verso la linea del fuoco.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I manifestanti erano per lo più palestinesi siriani, molti dal distretto di Yarmouk a Damasco, fuggiti dopo che il campo è stato preso dalle forze di opposizione otto mesi fa. Qualcuno ci ha gridato: </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>&#8220;Per favore, dite al mondo la verità! Non vogliamo i ribelli qua, vogliamo che l&#8217;esercito li uccida!&#8221;. </strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal">Alcuni portavano con sè foto del presidente Assad, altri le bandiere palestinese e siriana.</span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Una donna ha chiamato l&#8217;Esercito Libero Siriano &#8220;cani&#8221; e ha detto che gli uomini a Yarmouk non erano siriani, ma arrivavano dalla Cecenia e dall&#8217;Afghanistan. Non possiamo verificarlo.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Gli uomini armati a Yarmouk avevano avvertito i manifestanti di non avvicinarsi, minacciando di aprire il fuoco. Il fatto che pochi soldati dell&#8217;esercito siriano stessero accompagnando i manifestanti ha reso la cosa certa.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Circa mille persone erano alla manifestazione. Alcuni leader religiosi e alcune donne erano all&#8217;inizio della marcia quando si sono avvicinati nel campo di fuoco delle opposizioni.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Gli spari sono cominciati praticamente subito. Un uomo è caduto, seguito da altri. L&#8217;ufficiale dell&#8217;esercito che aveva insistito per accompagnarci è stato colpito dalle schegge. </strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I manifestanti sono fuggiti indietro verso un&#8217;area vuota, alcune donne piangevano dalla paura. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Mentre ci sorpassavano, un uomo ci ha fermato e ha gridato di essere sicuro che i combattenti non erano siriano, ma uomini pagati per venire a Damasco a uccidere la gente. Un altro ha gridato: &#8220;Sono animali&#8221;. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Altri soldati sono arrivati e hanno preso posizione per affrontare le forze di opposizione. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Il rumore delle mitragliatrici rimbombava nell&#8217;area, mescolandosi al suono dei proiettili dei cecchini e al crepitio delle armi semi-automatiche. Ci sono state alcune esplosioni.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Gli scontri armati sono proseguiti per oltre un&#8217;ora.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Più tardi l&#8217;esercito ha detto di aver ucciso dieci ribelli e che tre soldati erano stati feriti, insieme a cinque civili. Sono stato in aree controllate dall&#8217;Esercito Libero Siriano dove si vedeva il chiaro sostegno alle forze di opposizione, ma quasi due anni fa sono entrato in aree dove l&#8217;ELS terrorizzava la popolazione e l&#8217;esercito regolare era visto come il liberatore.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>È impossibile valutare il numero di persone uccise nei due campi.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Tutto quello che possiamo riportare è quello che abbiamo visto, oggi, qui&#8221;. Nena News</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=74734&amp;typeb=0&amp;Siria-A-Yarmouk-i-ribelli-sparano-ai-civili">nena-news.globalist.it</a> </span></span></span></p>
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		<title>Universita&#8217; di Torino- 33 lavoratori della COOP CULTURE licenziati!</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 13:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lotte scuola, università, ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[33]]></category>
		<category><![CDATA[coop]]></category>
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		<description><![CDATA[COOP CULTURE LICENZIA 33 LAVORATORI DEL SERVIZIO REFERENCE DELL'UNIVERSITA' DI TORINO
Con un breve fax datato 15 Maggio la cooperativa Coop Culture ha annunciato il licenziamento dei 33 lavoratori e lavoratrici del servizio reference dell'Università di Torino. Invoca come scusante il mancato rinnovo dell'appalto in scadenza il 31 Maggio.
Peccato che l'atto che proroga l'appalto fino al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>COOP CULTURE LICENZIA 33 LAVORATORI DEL SERVIZIO REFERENCE DELL'UNIVERSITA' DI TORINO</strong></span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img style="float: right;" src="http://www.lsmetropolis.org/wp-content/logo-cub.jpg" alt="" width="94" height="121" />Con un breve fax datato 15 </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Maggio</span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">la cooperativa Coop Culture ha annunciato il licenziamento dei 33 lavoratori e lavoratrici del servizio reference dell'Università di Torino. Invoca come scusante il mancato rinnovo dell'appalto in scadenza il 31 Maggio.</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Peccato che l'atto che proroga l'appalto fino al 31 Dicembre sia stato deciso dall'Università il 23 Aprile e, quindi, non possa essere sconosciuto alla cooperativa stessa.</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La realtà è che Coop Culture vuole andarsene da un appalto dove non guadagna più come un tempo.</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La stessa Coop Culture lo confessa nel suo fax quando sostiene l'impossibilità di far fronte alla prosecuzione di un appalto dove non ritiene di guadagnare abbastanza. Oggi infatti Coop Culture ha investito negli affidamenti diretti di musei e siti culturali e ha deciso di abbandonare tutti gli appalti non abbastanza fruttuosi.</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img style="float: right;" src="http://www.globalproject.info/public/resources/images/small/licenziamenti.jpg" alt="" width="214" height="108" />Così a Torino manda 33 famiglie per strada dichiarando preventivamente che non ha posti dove metterli.</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La FLAICA-CUB non ci sta a quest'ennesima dimostrazione dell'arroganza dei padroni delle cooperative.</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Oggi stesso proclamiamo sciopero a tempo indeterminato con presidio permanente nell'atrio di Palazzo Nuovo a partire dalle 9 di domani 17 Maggio 2013.</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Invitiamo tutte le componenti dell'Università, tutto il mondo della cooperazione, tutti coloro che sono disponili a sostenere questa battaglia per il lavoro e la dignità e per porre un argine al dispotismo dei padroni delle cooperative.</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Torino, lì 16 maggio 2013</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">per la FLAICA-CUB<br />
 Stefano Capello<br />
 Per info 3318715306</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"><tt><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>------------------------</strong></span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Aggiornamento</strong></span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Comunichiamo che domattina, </span></span></span></tt><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">17 Maggio 2013,</span></span></span></tt><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> l'assemblea dei lavoratori di CoopCulture licenziati e dei solidali si terrà, sempre alle 9, ma presso la CUB in Corso Marconi 34 – secondo piano.</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per dare conto della gravità della situazione basta considerare che, se non si troverà una soluzione, chiuderanno le biblioteche di:</span></span></span></tt></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Scienze 	letterarie</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Filologia 	classica</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Arte</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Filosofia</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Scienze 	dell’educazione</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Lingue 	straniere</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Orientalistica</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Scienze 	religiose</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Centrale 	lettere</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Polo 	biologico</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Centrale 	medicina</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Medicina 	polo San Luigi</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Neuroscienze</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Odontostomatologia</span></span></span></tt></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="LEFT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Antropologia.</span></span></span></tt></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per la Flaica CUB</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Andrea Guazzotto</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><tt><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">cell. 3398563940</span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="CENTER"><tt><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>------------------------ </strong></span></span></span></tt></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>FLAICA UNITI – CUB</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>FEDERAZIONE LAVORATORI AGRO-INDUSTRIA COMMERCIO E AFFINI UNITI</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Corso Marconi 34, 10125 Torino</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Tel/fax 011.655.897</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="mailto:flaica@cubpiemonte.org">flaica@cubpiemonte.org</a> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.cubpiemonte.org/">www.cubpiemonte.org</a><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> </span></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il terrorismo a Boston e in Venezuela</title>
		<link>http://www.lsmetropolis.org/2013/05/terrorismo-boston-e-venezuela/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Boston]]></category>
		<category><![CDATA[cecenia]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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		<description><![CDATA[Introduzione
Due importanti attacchi terroristi hanno avuto luogo quasi contemporaneamente: a Boston, due terroristi ceceni fanno esplodere degli ordini durante l&#8217;annuale maratona uccidendo tre persone e ferendone 170, in Venezuela dei terroristi-sostenitori del candidato presidenziale sconfitto, Henrique Capriles, assassinano 8 persone e ne feriscono 70 tra i sostenitori del candidato vincitore Nicolas Maduro del Partito Socialista, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Introduzione</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img style="float: right;" src="http://www.lsmetropolis.org/wp-content/terrorism-usa.jpg" alt="" width="260" height="344" />Due importanti attacchi terroristi hanno avuto luogo quasi contemporaneamente: a Boston, due terroristi ceceni fanno esplodere degli ordini durante l&#8217;annuale maratona uccidendo tre persone e ferendone 170, in Venezuela dei terroristi-sostenitori del candidato presidenziale sconfitto, Henrique Capriles, assassinano 8 persone e ne feriscono 70 tra i sostenitori del candidato vincitore Nicolas Maduro del Partito Socialista, durante gli attentati a 8 cliniche e diversi sedi e abitazioni di iscritti al partito.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nel caso di Boston, la frenesia terroristica ha provocato un&#8217;ulteriore morte: quella di uno degli attentatori; in Venezuela, alcuni dei terroristi sono in arresto, ma i loro mentori politici sono ancora liberi e attivi: in realtà sono ora presentati come &#8220;vittime della repressione&#8221; da parte dei media americani.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Esaminando il contesto, le politiche, le risposte dei governi e il trattamento riservato dai mass media a questi atti terroristici, possiamo afferrare il significato più ampio del terrorismo e come esso si rifletta non solo nell&#8217;ipocrisia del governo degli Stati Uniti e dei mass media ma nella politica di fondo che incoraggia il terrorismo.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Contesto del terrorismo: dalla Cecenia a Boston, un gioco pericoloso</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La Cecenia è stata terreno di scontro armato per oltre due decenni, contrapponendo lo Stato laico russo ai separatisti fondamentalisti islamici locali. Washington, che usciva vincitore dal recente armamento e finanziamento degli jihadisti musulmani in una guerra contro il regime laico afgano sostenuto dai sovietici nel 1980, ampliava il suo programma di aiuti in regioni musulmane dell&#8217;Asia centrale e del Caucaso della ex Unione Sovietica. Alla fine la potenza militare russa sconfigge i signori della guerra ceceni, ma molti dei loro seguaci fuggono in altri paesi, unendosi nella lotta armata a gruppi estremisti e islamisti in Iraq, Pakistan, Afghanistan e poi in Egitto, Libia e ora Siria. Pur accettando i fini occidentali, in particolare USA, di combattere avversari dell&#8217;impero statunitense, l&#8217;obiettivo finale degli jihadisti era ed è quello di instaurare un regime clericale (islamico). Washington e gli europei hanno portato avanti un gioco pericoloso: mentre usavano i fondamentalisti islamici come truppe d&#8217;assalto per sconfiggere i nazionalisti laici, pianificavano di scaricarli in favore di regimi neo-liberali musulmani &#8220;moderati&#8221; o stati clientelari laici.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Questa politica cinica ha fallito ovunque: anche negli Stati Uniti. I fondamentalisti in Afghanistan hanno preso il potere quando i sovietici sono stati estromessi. Si sono opposti agli Stati Uniti, che a loro volta hanno invaso l&#8217;Afghanistan dopo gli attacchi dell&#8217;11 settembre 2001, e si sono impegnati con successo in una guerra di logoramento di 12 anni con Washington e la NATO, generando alleati potenti in Pakistan e altrove. Le aree controllate dai talebani in Afghanistan servono come basi di addestramento e sono un &#8220;faro&#8221; per i terroristi di tutto il mondo.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;invasione statunitense dell&#8217;Iraq e la caduta del presidente Saddam Hussein ha portato a dieci anni di terrorismo di Al Qaeda e di altri gruppi fondamentalisti in Iraq, spazzando via l&#8217;intera società laica. Nel caso della Libia e della Siria, gli eserciti della NATO e dello Stato del Golfo hanno notevolmente ampliato gli arsenali dei terroristi fondamentalisti del Nord e della zona sub-sahariana e del Medio Oriente. I terroristi fondamentalisti sponsorizzati dall&#8217;Occidente erano direttamente collegati agli attentatori dell&#8217;11/9 a New York e Washington e ci sono pochi dubbi che il recente attentato ceceno a Boston sia prodotto dall&#8217;ultima ondata di fondamentalismo sostenuta dalla NATO in Nord Africa e nel Medio Oriente.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ma contro ogni evidenza, i terroristi ceceni sono visti dalla Casa Bianca come &#8220;combattenti per la libertà&#8221;, impegnati a liberare il loro paese dai russi&#8230; Forse dopo l&#8217;attacco terroristico di Boston, la valutazione cambierà.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Venezuela: Presentando il terrorismo come &#8220;dissenso pacifico&#8221;</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il candidato dell&#8217;opposizione, sostenuto e finanziato dagli Stati Uniti, Henrique Capriles, è stato all&#8217;altezza della sua reputazione di politico violento. Nel periodo che ha preceduto il fallimento della sua candidatura alle elezioni presidenziali venezuelane del 15 aprile, i suoi seguaci hanno sabotato le linee elettriche causando blackout nazionali frequenti. I suoi sostenitori tra le elite hanno accumulato merci di prima necessità causando carenze e hanno ripetutamente minacciato la violenza se l&#8217;elezione non fosse stata a loro favorevole. Con più di 100 osservatori internazionali delle Nazioni Unite, della Commissione europea e del Jimmy Carter Center a certificare le elezioni venezuelane, Capriles e i suoi accoliti hanno scatenato le loro bande per la strada, colpendo gli elettori socialisti, i contadini, le cliniche, i progetti di edilizia abitativa a basso reddito di recente costruzione e i medici e gli infermieri cubani.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il &#8220;terrore bianco&#8221; ha provocato 8 morti e 70 feriti. Oltre 135 teppisti di strada di destra sono stati arrestati e in 90 sono stati accusati di crimini, cospirazione e istigazione all&#8217;omicidio e distruzione di proprietà pubblica. Le credenziali politiche violente di Capriles, risalgono almeno a un decennio addietro, quando giocò un ruolo importante nel sanguinoso colpo di stato che rovesciò temporaneamente il presidente Hugo Chavez nel 2002. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Capriles guidava una banda di sgherri armati e assaltò l&#8217;ambasciata cubana, &#8220;arrestando&#8221; i ministri del Governo legittimo che vi si erano rifugiati.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> Dopo l&#8217;opposizione congiunta del movimento di massa militare e popolare, il Presidente Chavez venne restaurato e Capriles posto in arresto per violenza e tradimento. Il coraggioso Procuratore generale venezuelano, Danilo Anderson, era in procinto di perseguire Capriles e diverse centinaia dei suoi sostenitori terroristici quando è stato assassinato da un&#8217;autobomba: innescata dai sostenitori del fallito colpo di stato.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nonostante il camuffamento della campagna elettorale, in cui Capriles si è perfino denominato un candidato del &#8220;centro-sinistra&#8221; e un sostenitore di molte delle &#8220;missioni sociali&#8221; del presidente Chavez, i suoi stretti legami con le cellule terroristiche sono venuti alla ribalta non appena è stata annunciata la sua sconfitta elettorale e diffuso il suo appello per un&#8217;azione violenta. La sua minaccia appena velata di organizzare una &#8220;marcia di massa&#8221; e sequestrare la sede degli uffici elettorali è stata revocata solo quando il governo ha ordinato alla Guardia Nazionale e alle Forze Armate lo stato di allerta. Chiaramente le tattiche terroristiche di Capriles sono arretrate solo di fronte alla forza maggiore. Quando i militari si sono posti in difesa della democrazia, non cedendo al ricatto terrorista, Capriles ha temporaneamente sospeso l&#8217;attività violenta e raggruppato le sue forze, reindossando il volto giuridico-elettorale del suo movimento.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Risposte al Terrore: Boston e Venezuela</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In risposta all&#8217;attentato terroristico di Boston, la polizia locale, statale e federale sono state mobilitate e hanno letteralmente spento tutta la città e le sue reti di trasporto, procedendo a un&#8217;ampia e massiccia &#8220;caccia all&#8217;uomo&#8221;: i mass media e l&#8217;intera popolazione sono stati trasformati in strumenti di un&#8217;indagine da stato di polizia. Interi isolati e quartieri sono stati setacciati da migliaia di uomini delle forze di sicurezza pesantemente armati che sono andati casa per casa, stanza per stanza, cassonetto a cassonetto alla ricerca di un ferito 19enne matricola universitaria. Un allarme terrorismo è stato diramato in tutto il Paese e attivate tutte le reti di polizia e le agenzie di intelligence nella ricerca dei terroristi assassini. I media e il governo hanno mostrato costantemente foto delle vittime, sottolineando le terribili ferite e la criminalità atroce del gesto. Era impensabile discutere l&#8217;aspetto politico dell&#8217;atto: è stato presentato come un atto di terrore politico puro e semplice, diretto a &#8220;intimidire il popolo americano e il suo governo eletto&#8221;. Ogni funzionario del governo ha chiesto che chiunque, anche solo lontanamente legato al reato o ai criminali, di presentarsi alla legge.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">D&#8217;altra parte e in coincidenza con l&#8217;attacco a Boston, ai terroristi dell&#8217;opposizione venezuelani che hanno lanciato il loro assalto violento contro i cittadini e le istituzioni pubbliche, è stato dato sostegno incondizionato da parte del regime di Obama, che ha sostenuto che gli assassini erano &#8220;veri democratici che cercavano di mantenere libere elezioni&#8221;. Il Segretario di Stato Kerry ha rifiutato di riconoscere la vittoria elettorale del presidente Maduro. Nonostante la carneficina, il governo venezuelano non ha dichiarato la legge marziale: al più la Guardia Nazionale e la polizia lealista hanno applicato la legge e arrestato decine di manifestanti e terroristi; i primi &#8211; quando non direttamente legati alla violenza &#8211; sono stati rapidamente rilasciati. Inoltre, nonostante la certificazione a livello internazionale delle elezioni da parte di oltre 100 osservatori, il governo Maduro ha ammesso la richiesta principale di riconteggio elettorale, nella speranza di evitare ulteriori spargimenti di sangue a causa delle destre.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La risposta dei media USA</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Tutte le principali agenzie di stampa occidentali, nonché i quotidiani più &#8220;rispettabili&#8221; (Financial Times, New York Times e il Washington Post), hanno presentato gli assassini politici venezuelani come &#8220;manifestanti pacifici&#8221; che hanno tentato di esprimere il loro dissenso. In altre parole, Washington e l&#8217;intero sistema dei media ha mostrato tutta la sua forza a favore del terrore politico perpetrato nei confronti di un governo democratico avversario, pur invocando la legge marziale per un atto brutale, ma limitato, di terrore negli Stati Uniti. Washington apparentemente non fa il collegamento tra il suo sostegno al terrorismo all&#8217;estero e la diffusione del terrorismo negli Stati Uniti.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I media degli Stati Uniti hanno chiuso ogni discussione sui legami tra i gruppi terroristici ceceni, con base negli Stati Uniti e nel Regno Unito, e </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal">le figure neoconservatrici e sioniste di spicco</span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, tra cui Rudolph Giuliani, Richard Perle, Kenneth Adleman, Elliott Abrams, Midge Dector, Frank Gaffney e R. James Woolsey, tutti esponenti del sedicente &#8220;Comitato americano per la pace in Cecenia&#8221; (ribattezzato dopo la strage di Beslan, Comitato per la pace nel Caucaso). Questi luminari di Washington sono tutti sfegatati sostenitori della &#8220;guerra al terrore&#8221; o dovremmo dire sostenitori del &#8220;terrore e della guerra&#8221; (vedi &#8220;Chechen Terrorists and the Neocons&#8221; dell&#8217;ex funzionario dell&#8217;FBI Coleen Rowley 19/04/13). Il quartier generale e centro nevralgico per molti leader ceceni in &#8220;esilio&#8221;, a lungo ricercati dalla autorità russe per le attività terroristiche di massa, è Boston, in Massachusetts, luogo dell&#8217;attentato, un altro elemento finora ignorato dall&#8217;FBI e dal Dipartimento di Giustizia, forse a causa dei rapporti attivi e di lunga data nell&#8217;organizzazione di attentati terroristici volti a destabilizzare la Russia.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;ex candidato alla presidenza e sindaco di New York Rudolph Giuliani, dopo l&#8217;attentato, ha dichiarato che i ceceni &#8220;sono concentrati unicamente (sic) in Russia&#8221; e non negli Stati Uniti (i suoi ceceni, forse). L&#8217;Interpol e le agenzie di intelligence degli Stati Uniti sono ben consapevoli del fatto che i militanti ceceni sono stati coinvolti in vari gruppi terroristici di Al Qaeda in tutta l&#8217;Asia centrale e meridionale e in Medio Oriente. Alle richieste specifiche del governo russo riguardo sospetti terroristi o fronti ceceni è stata data poca attenzione, comprese le attività di Tamerlano Tsarnaev, recentemente scomparso.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">(Come inciso storico, e forse non alieno ai fatti, la sede di Boston dell&#8217;FBI fu nota tra il 1970 e il 1990 per la protezione data a un brutale gangster e killer, James &#8220;Whitey&#8221; Bulger, in quanto informatore privilegiato, seppure avesse ucciso decine di persone nella zona del New England.)</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il significato più profondo della guerra al terrorismo</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il sostegno degli Stati Uniti ai terroristi venezuelani e al loro leader politico, Henrique Capriles, fa parte di una politica complessa e multiforme che combina la strumentalizzazione dei processi elettorali e il finanziamento occulto di ONG per fomentare l&#8217;agitazione e il malcontento della &#8220;gente comune&#8221; locale, fino al supporto diretto, inclusa la violenza politica contro i simboli e le istituzioni della democrazia sociale. Il poliedrico Capriles è il candidato perfetto per correre alle elezioni mentre orchestra il terrore. L&#8217;esperienza del passato degli Stati Uniti con il terrore politico in America Latina ha avuto un effetto boomerang, come evidente nell&#8217;impegno del terrorismo cubano di Miami in numerosi attentati, traffico di armi e di droga all&#8217;interno degli Stati Uniti, e in particolare nel 1976 con l&#8217;autobomba che assassinò il ministro cileno esule Orlando Letelier, un&#8217;azione mai stigmatizzata come &#8220;terrorismo&#8221; a causa dei legami ufficiali statunitensi con i colpevoli.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nonostante i legami finanziari, politici e militari tra Washington e i terroristi, in particolare con i fondamentalisti, questi conservano la loro autonomia organizzativa e seguono il loro proprio programma politico-culturale, che nella maggior parte dei casi è ostile agli Stati Uniti. Per i ceceni, gli afgani e siriani alquedisti, gli Stati Uniti sono un alleato tattico da scaricare quando sia possibile stabilire gli stati fondamentalisti indipendenti. Dovremmo aggiungere le decine di vittime di Boston alle migliaia di cittadini americani uccisi a New York, Washington, Libia, Afghanistan e altrove dagli ex alleati fondamentalisti degli Stati Uniti.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Schierandosi con i terroristi e con il loro portavoce politico e rifiutando di riconoscere la validità delle elezioni in Venezuela, il regime di Obama ha completamente alienato se stesso a tutto il Sud America e i Caraibi. Sostenendo gli assalti violenti contro le istituzioni democratiche in Venezuela, la Casa Bianca rende esplicito ai propri &#8220;clienti&#8221; all&#8217;opposizione in Argentina, Bolivia e Ecuador, che l&#8217;aggressione violenta contro i governi democratici indipendenti è una strada accettabile per ristabilire l&#8217;ordine neoliberista e l&#8217;integrazione regionale centrata sugli Stati Uniti.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Conclusione</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Washington non dimostra alcuna opposizione coerente al terrorismo: dipende dagli obiettivi politici dei terroristi e dagli obiettivi colpiti. In uno dei due casi recenti, il governo degli Stati Uniti ha dichiarato la &#8220;legge marziale&#8221; virtuale su Boston per uccidere o catturare i due terroristi che avevano attaccato i cittadini degli Stati Uniti in un unico attentato, mentre nel caso del Venezuela, il regime di Obama ha dato sostegno politico e materiale ai terroristi al fine di sovvertire l&#8217;intero ordine costituzionale e l&#8217;esito elettorale.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per via dei profondi legami di lunga data tra il Dipartimento di Stato americano e importanti leader neo-con e notabili sionisti con i terroristi ceceni, non possiamo aspettarci un&#8217;indagine approfondita che creerebbe sicuramente imbarazzo o porrebbe a repentaglio le carriere dei principali funzionari degli Stati Uniti, i quali hanno da tempo relazioni con tali criminali.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La Casa Bianca aumenterà e amplierà il suo sostegno per gli stessi terroristi venezuelani che hanno sabotato il sistema di alimentazione elettrica, l&#8217;approvvigionamento alimentare e il processo elettorale costituzionale di quel paese. Il terrore, in quel contesto, funge da trampolino per un assalto su larga scala contro i progressi sociali dell&#8217;ultimo decennio sotto il defunto presidente Hugo Chavez.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nel frattempo, al fine di coprire l&#8217;alleanza operativa tra ceceni e Washington, l&#8217;attentato alla maratona di Boston sarà ridotto a un atto isolato di due giovani disorientati, portati fuori strada da un sito fondamentalista anonimo e le loro azioni ridotte a &#8220;fanatismo religioso&#8221;. E nonostante un&#8217;economia in crisi, decine di miliardi di dollari in più saranno destinati ad ampliare la polizia per la sicurezza interna, citando la sua efficacia ed efficienza dimostrata a seguito degli attentati, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>mentre segretamente saranno inviati più milioni per fomentare il terrore &#8220;democratico&#8221;&#8230; in Venezuela.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>01/05/2013</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">James Petras</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://petras.lahaine.org/?p=1936">petras.lahaine.org</a> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Traduzione per <a href="http://www.resistenze.org/">Resistenze.org</a> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare</span></span></span></p>
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