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Sintesi assemblea a Torino con Gianni Rinaldini

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Torino 24 settembre 2010

CRISI, CONTRATTI, STATO SOCIALE, PRECARI, DIRITTI

COSTRUIAMO UNA VERTENZA GENERALE

Assemblea con la partecipazione del compagno Gianni Rinaldini Coordinatore Nazionale dell’Area “LA CGIL CHE VOGLIAMO”

sintesi

Venerdì 24 settembre si è svolta l’assemblea provinciale di Torino dell’area “la CGIL che vogliamo”.

La partecipazione è stata notevole, il salone Pia Lai della Camera del lavoro si è riempito rapidamente, molti sono rimasti in piedi in fondo e ai lati. Un risultato che conferma la grande attenzione verso la presenza e le posizioni della nostra Area nella CGIL.

Nel suo intervento di presentazione il compagno Claudio Stacchini ha delineato i nodi politici-sindacali della fase che stiamo attraversando, il carattere dell’attacco del governo e della Confindustria (Federmeccanica in particolare) evidenziando le nostre preoccupazioni per una risposta sindacale della CGIL indecisa e tentennante. Diventa inderogabile, ha detto, l’apertura di una vertenza generale che sia in grado di costruire una risposta del mondo del lavoro sui temi della difesa dei redditi nella crisi, contro la precarizzazione, per la difesa dello Stato sociale, e per la democrazia nei luoghi di lavoro, cioè per dare voce ai lavoratori.

Il Coordinatore regionale, nel concludere l’intervento, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla costituzione dell’area a livello nazionale, a livello confederale in Piemonte e a Torino e in alcune categorie. Ora il percorso è avviato, si tratta di completarlo in tutte le province e categorie.

Il primo grande appuntamento che ci vedrà impegnati è la manifestazione nazionale indetta dalla FIOM il 16 ottobre: Tutti impegnati nelle nostre categorie perché diventi, e non solo a parole, la manifestazione di tutta la CGIL.

Sono intervenuti nel dibattito: Claudio Cornelli (FISAC), Valentina Barrera (precaria della ricerca FLC), Silvio Canapè (SPI), Federico Bellono (segr. generale FIOM Torino), Roberto Riggio (ARPA Piemonte), Ferdinando Pavese (FILT) Franca Soffietti (FP).

Nelle conclusioni il Coordinatore nazionale dell’Area, Gianni Rinaldini, ha innanzi tutto riproposto il tema della democrazia interna all’organizzazione, tema delicato e problematico come hanno evidenziato molti degli intervenuti. La stessa costituzione dell’Area è una affermazione di democrazia. Rinaldini ha poi affrontato i temi politici più generali: la crisi, lo scontro monetario e la ripresa tedesca basata sull’industria e sulle esportazioni, la riduzione dei consumi interni dei paesi europei, l’assenza di una politica sociale europea. È prevedibile che si uscirà dalla crisi con la precarizzazione di massa.

La manovra del governo (tagli, blocco contrattazione…), la questione dell’arbitrato (avviso comune…), le politiche sul fisco, fino alla cancellazione del contratto dei metalmeccanici, l’ipotesi dell’accordo con CISL e UIL sulle “deroghe”, gli incentivi al Welfare aziendale, la disdetta dei permessi sindacali alla FIAT dal 2011, fanno parte di una concezione nella quale il ruolo del sindacato non è più quello originario di contrattazione per la solidarietà e la tutela dei diritti collettivi dei lavoratori, ma quello dei Servizi individuali, degli Enti Bilaterali e della rinuncia alla contrattazione.

Rinaldini ha dato una valutazione sul Congresso della CGIL: le nostre ragioni, la differenza di vedute con la linea del segretario generale, negate durante tutto l’iter congressuale, sono emerse con forza e chiarezza nel discorso di Epifani al congresso nazionale.

Gli schiaffi del Governo e della Confindustria alla CGIL, cioè le mancate convocazioni ai tavoli, hanno poi dimostrato che la linea dei “contratti firmati” non ha pagato. Cosa si aspetta ancora? Troppo debole e tardiva la sola proposta di manifestazione il 27 novembre!

Speriamo, ha affermato il Coordinatore nazionale, che nell’incontro del 4 ottobre la CGIL non accetti un patto sulla produttività. Prima di sedersi al tavolo occorre un accordo sulle regole, un chiarimento sui contenuti e, soprattutto, la consultazione dei lavoratori.

Il compagno Rinaldini ha poi chiosato: “Se viene sconfitta la FIOM non ci saranno altre categorie in grado di reggere lo scontro”.

Per queste ragioni serve una risposta forte e occorre rimettere in pista un progetto generale su contrattazione, fisco, pensioni e precarietà.

Ha concluso con un invito: non chiudiamoci tra noi, sviluppiamo il confronto e le iniziative esterne.

Durante l’assemblea sono state raccolte ulteriori adesioni delle compagne e dei compagni con le quali sarà possibile allargare la rete capillare dei nostri contatti nei luoghi di lavoro proprio in funzione delle iniziative future.

Pubblicato martedì 28 settembre 2010

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