Turchia: innalza cartello pro-Pkk; sette anni ad analfabeta
Internazionale
Una donna turca di 49 anni, madre di sei figli, è stata condannata da un tribunale della città di Diyarbakir, nel sud-est del Paese a maggioranza kurda, a sette anni di carcere per aver innalzato un cartello con una scritta a favore del separatista Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), fuorilegge in Turchia.
Lo riferisce il quotidiano filogovernativo Sabah, il quale sottolinea che, per ironia della sorte, la donna – Vesile Tadik – non sapeva nemmeno quello che c’era scritto sul cartello in quanto è analfabeta.
I fatti per cui la donna è stata condannata risalgono a tre mesi fa quando partecipò ad una manifestazione non autorizzata nella città di Siirt contro la chiusura del Partito per la società democratica (Dtp), il principale partito filo-kurdo del Paese disciolto l’11 dicembre per decisione della Corte costituzionale perché accusato di connivenza con il Pkk.
L’imputata si è difesa affermando che “nel corso della manifestazione ho camminato insieme alle altre donne. Mi hanno dato quel cartello ed io l’ho portato come facevano anche quelle insieme a me. Ma io non so leggere né scrivere e non so che cosa c’era scritto”. Ma l’ammissione di analfabetismo non è servita a nulla ed il giudice l’ha condannata a sette anni di carcere per “propaganda di organizzazione terroristica”.
Ticino News, 10 marzo 2010


















