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PAROLE, PAROLE, PAROLE- presidio precari Università Torino

Stampa questo articolo Invia questo articolo ad un amico Precariato, lotte scuola, università, ricerca


Lunedì 18 gennaio 2010

Presidio- rettorato dell'Università degli studi di Torino, via Verdi 8,

dalle 15,30 alle 19,00, in concomitanza col senato accademico

Cari senatori (ndw-senato accademico dell’Università degli Studi di Torino), l’anno nuovo ha portato solo notizie negative per i lavoratori precari dell’Università di Torino con la perdita del posto o riduzione di orario per sei dipendenti di cooperativa impiegati presso le biblioteche universitarie, per un totale di 130 ore in meno alla settimana, e con il rischio di mancati rinnovi contrattuali per centinaia di ricercatori e docenti precari..

Certo, lo sappiamo, a voi non piace sentir parlare di precari, preferireste espressioni quali percorsi di formazione, dipendenti di ditte esterne, collaboratori professionisti.

Ma come chiamare un’attività giustamente retribuita se non un lavoro? E come chiamare un lavoro del quale non si possa conoscere in partenza la durata nel tempo e che possa essere interrotto in qualunque momento, se non precario?

Il tavolo sul precariato aperto nei mesi scorsi è certamente una novità positiva, ma rischia di svuotarsi di significato, e di interesse, se non si evolve nella direzione di un vero e proprio tavolo di trattativa, se dunque voi senatori non darete un mandato che non sia puramente esplorativo alla commissione di parte pubblica.

Il caso dei perdenti posto delle cooperative è emblematico: malgrado le rassicurazioni in sedi formali e le discussioni, anch’esse rassicuranti, tenutesi nella cornice del tavolo di confronto sul precariato, abbiamo amaramente dovuto constatare di essere stati presi in giro per l’ennesima volta.

Nello specifico per i lavoratori impegnati nelle biblioteche, quattro di loro da inizio gennaio hanno perso il posto di lavoro e due hanno visto il proprio orario pesantemente decurtato. Una struttura, la biblioteca di dermatologia, ha chiuso del tutto al pubblico. Undici ore in meno di apertura settimanale, oltre a più lunghe chiusure estive, per la biblioteca di odontostomatologia, nove in meno al polo biologico e cinque a neuroscienze. Le biblioteche di ginecologia e psicologia hanno perso invece un’unità lavorativa a testa con gravi ricadute sui servizi forniti agli utenti.

Se questo vuol essere un inizio di dialogo, ne abbiamo visti di migliori.

Noi precari impegnati nelle biblioteche, vi chiediamo pertanto di darci delle risposte riguardanti i posti di integrazione al capitolato d’appalto per quanto riguarda le facoltà di medicina e psicologia chiedendovi anche, nello stabilire i tempi di tale risposta, di considerare l’onere salariale che il personale coinvolto sta sopportando. Oggi siamo riuniti in assemblea sindacale, il che certamente avrà creato dei disservizi, ma se tali risposte tarderanno a venire certamente le forme di protesta saranno destinate ad acuirsi.

I coordinamenti dei precari impegnati in ricerca e docenza all’Università di Torino si troveranno oggi in presidio in rettorato in solidarietà con i lavoratori delle biblioteche che si trovano a rischio del posto; ribadiscono inoltre l’urgenza di formalizzare il tavolo sul precariato aperto nei mesi scorsi.

Coordinamento Precari Università FLC CGIL Piemonte.

Precari della ricerca. Scienze umane e sociali

Rete Nazionale Ricercatori Precari (Torino)

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Pubblicato sabato 16 gennaio 2010

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