Da Belgrado a Teheran
Internazionale
Una lettrice di nome Jasmina, che ha vissuto le crisi, le violenze e le tribolazioni della ex-Jugoslavia mi ha inviato un email sull’Iran di oggi. Eccolo.
“Vivo e rivivo il passato in questo disastro iraniano (io ho fatto la Rivoluzione di velluto a Belgrado, la prima, e conosco perfettamente i meccanismi che Otpor per primo aveva messo in pratica ingannandoci collettivamente a noi che credevamo di aver fatto tutto da soli!) e impazzisco per quello che accade al popolo amico.
Una sensazione di impotenza atroce, di ennesimo inganno, di morti che potevano evitarsi.
Non ne posso più di questi giochi occulti, sporchi, che mettono i fratelli l’uno contro l’altro.
Perchè poi, penso a quelle persone vive che ho conosciuto, con le quali ho lavorato come operatrice umanitaria, quell’esercito di profughi che sono il risultato di queste politiche, con le loro vite distrutte che bivaccano in qualche postaccio fatiscente nella miseria nera, spezzati nella speranza, nell’avvenire.Con i figli che crescono anche loro depressi e con le infanzie rubate.
Io li ho davanti ai miei occhi quelle persone e pensare che il terreno per un altra guerra si prepara e che altri dannati si vengono ad aggiungere alle file già straripanti, mi toglie ogni speranza nel genere umano.
Ogni notte sogno cose terribili avvenire sulle strade di Teheran, vivo nel terrore che una guerra civile accaduta al mio di paese possa accanirsi anche contro l’Iran.”
Da my tube


















