8 aprile giornata dei diritti di Rom e Sinti

Stampa questo articolo Invia questo articolo ad un amico
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
Caricamento ... Caricamento ...
Immigrazione, antifascismo


L’8 aprile si celebra la giornata internazionale dei diritti di Rom e Sinti, in ricordo dell’8 aprile 1971 in cui si costituì l’Unione Romanì Internazionale (IRU), riconosciuta nel 1979, dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, come ‘organizzazione, non governativa e non territoriale, con potere di consultazione che rappresenta tutte le comunità romanès del mondo’ (Alexian Santino Spinelli ‘Baro romano drom’, Meltemi editore 2005; pagg.7-87 : ‘La storia’).

Dal 1981, anche la Comunità Europea si è espressa affinché la pubblica amministrazione degli stati si attivasse contro le inadempienze politiche di cui il popolo rom è vittima.

Purtroppo riguardo al popolo rom, nel panorama culturale e politico mondiale, la posizione italiana, spesso, senza distinzione tra destra e sinistra, appare arretrata e razzista.

In ogni contesto italiano infatti, gli approcci alla storia e/o alla cultura romanì sono sempre correlati da un esplicito richiamo alle situazioni di degrado in cui parte della popolazione romanì vive, come peraltro accade a tutti i popoli del mondo, anche a quelli economicamente privilegiati come il nostro (mafia, camorra, delitti compiuti sul posto di lavoro per mancato rispetto delle norme di sicurezza, aberrazioni criminali e famigliari, ecc.).

In ambito più squisitamente politico poi, ho riscontrato come anche le prese di posizione antirazziste, quando si riferivano ai Rom, per poter aggregare il maggior numero di adesioni, dovessero specificare che è fondamentale richiedere al popolo rom il rispetto dei ‘doveri’ e delle norme giuridiche. Alcune riflessioni mi paiono d’obbligo sul messaggio che tale specifica comunica: certo siamo antirazzisti, ma sappiamo che molti Rom compiono reati. Mi chiedo se, alla luce di quanto è accaduto agli ebrei sotto il nazismo (che ha perseguitato analogamente Rom e Sinti mietendo oltre 500.000 vittime) avremmo il coraggio di approvare un messaggio che prima dell’olocausto comunicasse certo siamo antirazzisti, ma sappiamo che molti Ebrei sono usurai. Sul piano del rapporto tra fruizione dei diritti e rispetto dei doveri, mi pare evidente che soltanto se veramente si gode di diritti si è in grado di ottemperare ai doveri civili. Non sono certo forieri di diritti la ghettizzazione nei campi nomadi, gli ostacoli che impediscono un sereno approccio alla scolarizzazione (scuole lontane dal luogo in cui risiedono i Rom, bambini discriminati, guardati come ‘diversi’, costretti a lavarsi, seppure puliti, mentre un bimbo italiano, addirittura se è sporco, non riceve lo stesso trattamento), la diffidenza, fomentata anche dai giornali più illuminati, che crea ulteriori ostacoli ai rom nella ricerca di un posto di lavoro. . .

In Italia, ingenti capitali (si tratta di milioni e milioni di euro, provenienti in genere da progetti della Comunità Europea) vengono spesi per gestire i campi nomadi (in cui, in realtà, le persone vivono in condizioni disumane) e per ‘educare’ i rom ad essere ‘integrabili’ nella nostra società (con suggerimenti su come vestirsi e porsi verso gli altri).

In Jugoslavia ho conosciuto rom giornalisti, professori, chirurghi, farmacisti, ingegneri e nessuno di loro era nomade e/o stato ‘educato’ con programmi di inserimento.

Nella stessa Italia, d’altro canto, esistono Rom operai, professori, giornalisti, infermieri, albergatori, baristi, imprenditori, vigili urbani, dipendenti di banche e della Pubblica Amministrazione. La loro vita non è stata condizionata e/o facilitata da educatori non rom; certamente hanno sopportato maggiori discriminazioni degli italiani non rom e forse molti di loro, in condizioni normali, avrebbero potuto raggiungere posizioni sociali ancora più appaganti. E’ avvilente constatare che, seppure con i dovuti aggiornamenti, riguardo ai campi nomadi e alla necessità di educare i Rom al vivere civile, persista l’ideologia che, a partire dal 1899, ha fomentato in Germania il razzismo contro la popolazione romanì, dall’istituzione di centri di studio e monitoraggio – destinati ufficialmente alla raccolta di informazioni sui Rom, ma che in realtà li schedavano – alla redazione di tesi di genetica sull’esistenza, nei Rom, del gene del nomadismo, all’estromissione dei Rom dalle loro terre e dalle loro abitazioni fino all’ internamento nei campi.

Piera Tacchino

Scarica il volantino (clikka):

8 APRILE Giornata Internazionale dei diritti di Rom e Sinti


Pubblicato venerdì 3 aprile 2009

4 Commenti a “8 aprile giornata dei diritti di Rom e Sinti”

  1. Federica dice:

    I Rom non hanno mai fatto la guerra perché non disponevano e non dispongono di un esercito.

  2. aurelio dice:

    domani e giornata dei diritti rom e sinti una cosa bella andare mangiare con loro e fare le feste con loro

  3. Katri dice:

    il problema della diffidenza (anticamera dell’odio) nei confronti della minoranza culturalmente diversa persite tristemente….dalla storia abbiamo imparato poco o niente…
    mi chiedo perchè non ci si scagli contro i veri nemici, invece, tipo la mafia…..ma la risposta già la so: è più facile così! Meglio sparare sui bersagli facili…specie se non hanno dalla loro un’entità statale/nazionale che può diffenderli!

  4. tommaso dice:

    io sono un ragazzo rom sono nato in italia .ma nn ho avuto la residenza dalla nascita …lo avuta solo dopo 2 mesi ……oggi nn ho nessun titolo di documenti solamente il certificato di nascita e il diploma di terza media nn posso lavorare nn ho nesun titolo che possa farmi lavorare e nn so come posso andare avanti….
    voglio lavorare avere una vita regolare avere una famiglia sposarmi cose che ogni persona puo fare e che io nn posso……..SE QUALCUNO PUO AIUTARMI QUESTO E IL MIO INDIRIZZO E-MAIL….www.tommy_kikko@libero.it……
    GRAZIE A TTT QUELLI CHE MANIFESTANO I ROM E SINTI UN SALUTO DA(Tommaso)…….

Lascia un commento


Articoli Correlati