SALVIAMO NGOG LITUBA! intervista a Rosalba Nattero
ambiente e territorio
Una iniziativa in difesa della montagna sacra del Camerun.
L’iniziativa ha lo scopo di dare visibilità all’azione del Popolo Bassa del Camerun in difesa di Ngog Lituba, la loro montagna sacra
Maurizio Poletto: Una nuova iniziativa , un nuovo disco, la difesa di un altro luogo sacro dei nativi, potete dirci il perchè?
Rosalba Nattero: Io e Giancarlo Barbadoro lavoriamo da anni con le Nazioni Unite per la salvaguardia delle tradizioni e dei luoghi sacri dei nativi. Abbiamo preso a cuore il caso della montagna sacra del Camerun, per sostenere in questo caso i nativi da una violazione della loro cultura. La loro montagna sacra è infatti stata profanata dall’installazione, sulla sua sommità, di una croce cristiana e da una statua della Madonna. Queste effigi, estranee alla loro cultura, sono considerate dalle popolazioni autoctone del Camerun come una profanazione, in quanto Ngog Lituba è il loro massimo luogo sacro e rappresenta un simbolo per la loro identità culturale e morale. Brice Tjomb, portavoce del Popolo Bassa, ha chiesto aiuto alla Ecospirituality Foundation per dare visibilità alla loro protesta. Come delegati del Popolo Bassa abbiamo portato il caso più volte all’ONU di New York e di Ginevra, facendo appelli a loro nome.
MP: l’impegno del LabGraal e la nascita della fondazione: motivazioni e obiettivi.
RN: la Ecospirituality Foundation è una Onlus in Stato Consultativo con le Nazioni Unite, fondata da Giancarlo Barbadoro e me, insieme con rappresentanti di organizzazioni indigene di tutti i continenti che costituiscono lo staff della nostra organizzazione. Lo scopo è quello di preservare i luoghi sacri e le tradizioni dei Popoli naturali di tutto il pianeta. Riteniamo che i Popoli Naturali abbiano molto da insegnare alla società maggioritaria e che la loro cultura, le loro conoscenze ancestrali, la loro identità, non debbano andare perdute perchè rappresentano un valore inestimabile per tutta l’umanità. Il nostro impegno consiste nel dare la massima visibilità a questa realtà sommersa, che anche se invisibile rappresenta il 30% dell’umanità, come dimostrano le assemblee ONU dedicati ai popoli indigeni. Il LabGraal (il gruppo musicale di cui io e Giancarlo facciamo parte), nella sua attività musicale, dedica molta attenzione a questo tema e collabora con la Ecospirituality Foundation alla difesa dei luoghi sacri dei Nativi. Così come è avvenuto per ‘Dreaming’, il CD che abbiamo registrato con il musicista aborigeno Jida Murray Gulpilil per la difesa delle tradizioni australiane, ora esce ‘Mother Africa’, registrato con Brice Tjomb, Simone Nyaka e Emmanuel Sognonnou dedicato alla difesa di Ngog Lituba.
MP: il concetto di nativi e la difesa non solo dei diritti al cibo e al rispetto, ma il riconoscimento dei loro valori culturali e spirituali.
RN: il diritto al riconoscimento dell’identità dei Nativi è esattamente il campo nel quale opera la Ecospirituality Foundation. Nella stesura della Carta dei Diritti dei Popoli Indigeni, approvata dall’ONU nel settembre 2007, noi ci siamo impegnati affinchè accanto agli articoli che difendevano il diritto al cibo e alle strutture venissero inseriti, con pari dignità e urgenza, articoli inerenti il diritto alla proprietà dei loro luoghi sacri, alla difesa delle loro tradizioni, al riconoscimento della loro spiritualità, identità, cultura e lingua. Tutti articoli che sono ora presenti nella Carta dei Diritti.
MP: dalla difesa degli Apache all’Africa, l’Australia, la Bretagna , la lotta No Tav, utilizzando ogni mezzo comunicativo, la costruzione di legami nei quattro continenti, da dove nasce questa forza e quali strade indica a chi si impegna nella difesa dei nativi?
RN: esiste un cuore comune tra i Popoli naturali di tutti i continenti, Europa compresa. Anche in Europa si sono verificate le stesse cruente repressioni verso le tradizioni autoctone, così come in tutti gli altri continenti. Ne è un esempio la lotta dei Bretoni per la difesa del loro luogo sacro, il sito megalitico di Carnac, oggi reso inaccessibile a chi lo frequentava da millenni. Ne abbiamo un esempio anche nei territori piemontesi, dove montagne sacre come il Roc-Mahol (Rocciamelone) o il Musiné sono a rischio. Difendere le tradizioni dei Nativi vuol dire difendere le nostre tradizioni e il diritto di ogni popolo a preservare ciò che ha di più sacro.
MP: MetropoLiS ha già ospitato i rappresentanti del popolo Bassa, che ci hanno parlato dei loro probemi e della lotta in corso in difesa di NGOG LITUBA. A che punto si è oggi?
RN: Nonostante la grande visibilità internazionale che è stata data al caso dalla Ecospirituality Foundation e dall’ONU, purtroppo non c’è stata ancora nessuna evoluzione. Durante l’ultimo Forum alle Nazioni Unite di New York abbiamo preso contatti ufficiali con il Nunzio Apostolico del Vaticano, il quale ci ha assicurato che il caso sarebbe stato preso in considerazione. Ma per ora non c’è stata ancora nessuna risposta.


















