Nessun accordo con la popolazione valsusina
Movimento, ambiente e territorio
FIACCOLATA a Sant’Antonino il 28 luglio 2008 alle ore 21

Negli ultimi giorni il can can mediatico sulla lunga vicenda Tav ha dispensato, come sempre, tanti paroloni e, soprattutto, tanta confusione. Grande rilievo è stato dato all’“accordo” dell’Osservatorio guidato da Mario Virano. Sindaci e amministratori della Valle sarebbero ormai convinti: il Tav si farà. Evviva! Il progetto – dicono – è stato firmato, resta soltanto qualche divergenza tecnica sulle fasi della realizzazione (esplicitate dagli amministratori nella proposta fare).
Tutto chiaro dunque? Tutto finito? Proprio per niente.
Già il giorno dopo la firma, infatti, mentre il governo cantava vittoria per questo “via libera” all’opera, gli stessi sindaci di Valle smentivano di aver firmato un accordo sul Tav, ma tutt’al più una convergenza sul metodo (come al solito, sotto le vuote parole delle scartoffie burocratiche, ognuno continua a vedere e a perseguire i propri interessi).
Ma soprattutto, in tutto questo strombazzare, c’è qualcosa che non torna, qualcosa di cui tutti sembrano essersi dimenticati: è la gente della Val Susa, la gente che dovrà subire l’opera, e alla quale nessuno (né il governo né gli amministratori locali) ha chiesto il parere. Non sarà forse che si è evitato di consultare i valsusini proprio perché questi il loro parere l’hanno già espresso, e in modo inequivocabile, bloccando i cantieri qualche anno fa?
Cosa è cambiato nel frattempo? Ci è sfuggito qualcosa che avrebbe dovuto farci cambiare idea e convincerci della bontà di quest’opera? Non ci risulta. Insomma per noi come per le migliaia di valsusini che nell’inverno 2005 hanno scelto di “mettersi in mezzo” per difendere il proprio territorio e il proprio futuro non è cambiato niente. Avete fatto i conti senza l’oste!
Come Comitati No Tav ci siamo fin da subito dichiarati contrari alla partecipazione ai lavori dell’Osservatorio, considerandolo un “cavallo di Troia” per ottenere l’assenso degli amministratori. Oggi questo è sotto gli occhi di tutti, ma addirittura gli amministratori – firmando un accordo in cui, a ben guardare, si dà per scontato il bisogno della nuova linea, tunnel di base di oltre 50 km compreso – si dimenticano le poche sensate conclusioni che l’Osservatorio aveva raggiunto, e cioè che la linea storica non è affatto satura, ed è più che sufficiente anche per sopportare eventuali trend economici in salita, peraltro del tutto ipotetici (oltre che indesiderabili per chi avrebbe la sfortuna di vivere nel loro “corridoio”).
Stupisce sentire amministratori dell’Alta Valle sostenere che il nuovo progetto sarà utile al turismo e toglierà il traffico di tir dall’autostrada. Parrebbe che questi personaggi non abbiano nemmeno letto i Quaderni dell’Osservatorio, che indicano chiaramente come anche con una nuova linea ferroviaria il traffico autostradale non diminuirebbe che di una percentuale insignificante. In compenso, ciò che è assicurato, sono i decenni di cantieri, le migliaia di camion avanti e indietro per la Valle, le tonnellate di materiale di scavo, le polveri delle gallerie estratte dall’Ambin (nessuno sembra più ricordarsi la provata presenza di uranio), ecc. Sarebbero questi gli stimoli allo “sviluppo turistico” della Valle per i prossimi anni?
E come si fa a credere alla favola di un treno concepito per il trasporto merci ad alta velocità su lunghe distanze che si fermerà per far scendere gli sciatori in Valle? E dove poi? A Susa?! Ma non fateci ridere…! Se fosse per questo non basterebbe migliorare un po’ il servizio della ferrovia esistente? Di fronte a tali stupidaggini, non si capisce più se l’atteggiamento di alcuni amministratori sia soltanto ingenuo o se la frequentazione di certi tavoli li abbia infine convinti ad aderire a tutt’altri interessi che non a quelli della popolazione valsusina.
Nello specifico di Chiomonte, occorre sapere che nell’ultima ipotesi di Ltf il tunnel di base verrebbe spostato, ma nella zona della Maddalena / Val Clarea rimarrebbe una discenderia. Benché di dimensioni ridotte, quest’altro tunnel non può che sollevare preoccupazioni simili: i problemi correlati alla cantieristica, le polveri, i rischi idrogeologici e l’intercettazione delle falde acquifere, solo per citarne qualcuno.
Di fronte a questi disastri annunciati, qualcuno incomincia già a parlare di “compensazioni”, dimenticando che tutti quanti abbiamo già sentito questi slogan in occasione della costruzione dell’autostrada e abbiamo visto di cosa si tratta (così come per i “posti di lavoro”, lo “sviluppo” ecc.). Ma c’è di più… leggendo l’accordo finale dell’Osservatorio, si va addirittura oltre il concetto di “compensazione”, perché si vuole far passar l’idea che il Tav sarà di per sé stesso un miglioramento dell’ambiente. A Chiomonte, ad esempio, lo svincolo autostradale che dovrebbero costruire per far transitare le migliaia di tir per i prossimi anni, viene presentato come un regalo alla cittadinanza! Siamo davvero all’assurdo, e per di più con la complicità di alcuni amiministratori.
In passato il sindaco di Chiomonte Renzo Pinard (e come lui altri amministratori dell’Alta Valle) ha sempre affermato che si sarebbe pronunciato sull’opera soltanto di fronte a un progetto, e dopo aver consultato i suoi cittadini. Oggi scopriamo che invece dà la sua adesione a una “suggestione” (come qualcuno la definisce) proposta da Virano. In chiomontino anche la “Rafanaudo” (l’uomo nero che spaventa il sonno dei bambini) è una suggestione, ma nel bene e nel male bambini non siamo più, e abbiamo imparato a riconoscere chi ci sta prendendo in giro.
Chi pensa di poter venire in Valsusa a fare i propri comodi ignorando il parere della popolazione, rimarrà nuovamente deluso. Il dissenso al Tav è sempre presente e determinato, oggi come allora, anche se per ovvie ragioni meno rumoroso e visibile. E il movimento No Tav, come ha impedito i cantieri nel 2005 a Venaus, lo rifarà in qualunque luogo di questa Valle sarà necessario.
Per ribadire questi concetti partecipiamo alla FIACCOLATA che si terrà a Sant’Antonino il 28 luglio 2008 alle ore 21
Il Punto informativo No Tav – No Tir di Chiomonte
Chiomonte – 8 luglio 2008
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