Documento dell’assemblea ‘Non grattiamo il cielo di Torino’
ambiente e territorio
Documento votato all’unanimità dall’assemblea (circa 150 persone) ‘Non grattiamo il cielo di Torino’ del 29 novembre ‘07.

Al Sindaco di Torino, al Consiglio Comunale, alle Circoscrizioni, agli organismi di tutela del territorio, agli EE. LL. alle OO.SS., agli organi di informazione, ai cittadini
Oggi 29 novembre 2007, nei locali di corso Ferrucci 65, della Circoscrizione
Abbiamo confrontato idee e analisi sulle recenti trasformazioni urbane di Torino ed in particolare sui progetti presi da parte dell’Amministrazione cittadina di autorizzare edifici alti ‘a torre’ nelle zone centrali della città.
L’assemblea ha constatato che la variante per l’ambito corso Vittorio – Porta Susa si inquadra nel processo di progressivo svuotamento del Piano regolatore del 1995, già ampiamente inadeguato, attraverso un serie di varianti (attualmente più di 164!) che sta rischiando di portare alla perdita di controllo da parte dell’amministrazione pubblica sulle trasformazioni della città.
L’enorme patrimonio di aree industriali della città è stato in gran parte trasformato in aree residenziali e terziarie con perdita della memoria storica di interi quartieri, realizzazione di straordinari profitti da parte dei proprietari delle aree e scarsa attenzione alle esigenze dei cittadini di sviluppare zone per servizi e verde.
Grandi risorse pubbliche sono state investite in opere olimpiche con poche ricadute sull’insieme della popolazione e pesanti costi di gestione per la città, mentre grandi spazi per uffici ed esposizioni restano inutilizzati o sottoutilizzati. Una politica della mobilità urbana inadeguata continua a mantenere il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile (percorsi ciclabili) in stato di inefficienza scaricando sui cittadini i costi derivanti dall’uso, spesso inevitabile, dell’auto privata.
In questo contesto la vicenda dei progetti di costruzione di edifici alti, attraverso una ennesima variante del Piano come quella all’esame del Consiglio comunale, consentirebbe altezze senza limiti anche in zone centrali e si presenta come una ulteriore svendita del territorio in funzione di interessi privati. Vanno invece prese in considerazione le alternative sulla base delle argomentazioni sulla sostenibilità energetica, sulla sicurezza, sulle ricadute sociali, paesaggistiche e urbane di tali
costruzioni che da più parti sono state sollevate. Non si possono dare per scontate né altezze né cubature che modificherebbero profondamente la vita del quartiere e della città. La realizzazione di centinaia e centinaia di uffici in un ambito ristretto e centrale comporterebbe gravi problemi di ogni genere, senza alcun vantaggio per gli interessi della maggioranza dei cittadini.
L’assemblea, a partire da queste considerazioni, decide di:
- rivolgersi al Sindaco, al Consiglio Comunale, alle Circoscrizioni, a tutti gli eletti, agli organismi di tutela del territorio, perché si torni ad un controllo pubblico sulle trasformazioni urbane
- sostenere la presentazione del progetto di delibera di iniziativa popolare del ‘Comitato non grattiamo il cielo di Torino’ che intende aprire il dibattito sugli edifici alti e moderarne l’autorizzazione
- sostenere l’appello nazionale per la tutela dei paesaggi urbani
- chiede inoltre che sia avviato un processo pubblico di discussione e confronto sulle scelte urbanistiche garantendo espressione con ‘pari dignità’ a tutte le posizioni.
Votato all’unanimità alle ore 23.20


















