Serve un grattacielo a Torino?

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ambiente e territorio


In questi giorni è stato assegnato dalla Banca Intesa San Paolo il premio al progetto di grattacielo che dovrebbe sorgere a Torino, sui giardini del Tribunale, tra corso Inghilterra e corso Vittorio: si tratta del progetto di Renzo Piano che è sicuramente interessante e conferma le straordinarie capacità del suo studio internazionale di coniugare tecnologia e natura.

Tuttavia molti cittadini si interrogano: è necessario un grattacielo a Torino?

La partecipata riunione alla libreria ‘Torre di Abele’, convocata dalle associazioni ambientaliste e Italia Nostra, venerdì 2 marzo per chiedere di aprire il dibattito, testimonia che i cittadini, i tecnici, gli amministratori, vorrebbero saperne di più.

Si discute poco di città, di bellezza urbana, di qualità della vita a Torino, nonostante nella città ci siano le redazioni di due giornali nazionali, di un giornale specialistico di architettura, si trovino numerosi enti di studio del territorio, due facoltà di architettura e un Politecnico.

Eppure Torino è una tra le città europee che ha subito negli ultimi anni le più grandi trasformazioni urbane: dal passaggio di circa 3 milioni metri quadri di aree industriali in aree edificabili, alla costruzione delle opere olimpiche, dalla realizzazione dei parcheggi sotterranei nel centro, al sostanziale ridisegno di molte parti della città storica, dalla realizzazione della metropolitana all’espansione edilizia fino ai suoi ultimi confini urbani.

Ma quali sono state le ricadute per i cittadini in termini di migliori case, scuole, servizi, verde, aria pulita, ecc.? Le architetture delle nuove edificazioni (ex Materferro, ex Nebiolo e Spina 3, per citare le principali) hanno sollevato non poche voci di protesta e appaiono come il frutto di una pura speculazione in termini di straordinaria densità abitativa e assenza di un disegno urbano degno di questo nome, molte delle nuove opere olimpiche paiono poco utilizzabili dalla città, alcune vicende di ridisegno urbano come il famigerato piazzale Valdo Fusi hanno sconcertato la maggioranza dei cittadini’ l’elenco potrebbe continuare.

E’ azzardato dire che chi studierà la storia della città tra qualche anno connoterà questi anni come il ’secondo grande sacco della città’, dopo quello degli anni tra dopo guerra e boom economico?
Il punto allora è proprio questo: iniziare a discutere davvero dalla parte dei cittadini e impedire che con il pretesto della ‘modernizzazione’ si continui un processo di snaturamento del patrimonio storico e paesaggistico e di peggioramento dei parametri vitali, come dimostra l’allarmante situazione delle micropolveri legate all’aumento del traffico automobilistico.

Sul grattacielo alcune considerazioni, che un vero dibattito dovrà approfondire. La città ha bisogno di un attrattore di automobili e cittadini in prossimità del centro, in quello che sarà il nuovo polo ferroviario e di interscambio di Porta Susa?

La città tollererà che il suo panorama ancora ben integrato nello scenario delle alpi e della collina sia segnato de una struttura alta 220 metri (cinquanta in più della Mole antonelliana?

La costruzione del grattacielo non innescherà un processo di ulteriore intensificarsi delle densità urbane e quindi dei valori e della difficoltà a realizzare i servizi sempre sociali sempre carenti?
Sono alcune delle domande poste dall’assemblea a cui bisognerà rispondere.

A me, da storico dell’architettura e della città, non resta che una considerazione finale: Torino ha costruito case alte in tre precise epoche: quella del fascismo, con la nota Torre littoria di piazza Castello, quella dell’assenza dei piani regolatori del dopoguerra con i piccoli, ma deturpanti grattacieli nel centro, quella della deindustrializzazione degli anni Novanta con le torri di Spina 3.

Non è un po’ inquietante trovare come costante di queste tre epoche cosi poco brillanti la costruzione del grattacielo?

Forse, parafrasando una nota citazione, ‘il sonno dell’urbanista genera mostri’?

Guido Montanari,
docente di Storia dell’architettura presso il Politecnico di Torino

Pubblicato domenica 27 maggio 2007

8 Commenti a “Serve un grattacielo a Torino?”

  1. MAGNITVDO dice:

    L’acquisto del SanPaolo dell’area di corso Inghilterra risale al 2005, prima era in lizza anche Fondiaria SAI. Il progetto ufficiale uscì nell’aprile del 2006, che vide vincitore Piano, qualche settimana fa è stato presentato solo il progetto definitivo che tra l’altro parla di 180 metri più 25 di antenna (+205mt), come da progetto esposto alla Triennale di Milano dedicata a Piano. Sarei curioso di sapere da quale fonte ha attinto quel dato, perché c’è una bella differenza tra 220mt di piena struttura a 180 più un’antenna…

    Per quanto riguarda il traffico: io non sarei così pessimista, insomma, in quella zona passerà una linea metropolitana (settembre 2007) una stazione AV e una linea ferroviaria che effettua servizio metropolitano (passante), senza considerare l’autostrada interrata e il lungo viale. Siamo stati abituati (parlo da residente in Spina centrale – Principi d’Acaja) a ben di peggio per anni e anni con i lavori al passante che ormai non ci facciamo più caso al traffico.

    Invece completamente d’accordo con Lei sullo scempio di Spina 3, un’enorme occasione persa e gioia dei più biechi palazzinari. Salvo solo l’envi park, il parco e il CC dora.

    Le segnalo un buon forum di architettura e urbanistica dove si parla molto di Torino e di tutti i progetti in città, lì sono sempre alla ricerca di utenti professionisti in materia con cui discutere.

    Un cordiale saluto.

  2. MAGNITVDO dice:

    http://www.skyscrapercity.com/forumdisplay.php?f=169

  3. guido montanari dice:

    A propostito del commento al mio articolo sul grattacielo del 27 maggio, ecco le richieste precisazioni. Il dato dei 220 metri si riferisce al progetto pubblicato da “il giornale dell’architettura” del febbraio 2007 dove si ricava dai disegni e dal testo che il grattacielo a piena struttura arriverà a cira 180 mt. (176.25, per l’esattezza) ma la copertura del giardino zen sarà a circa 200 mt. (218,25). Non si tratta di una semplice antenna, che sarà invece ancora più alta, ma di una serie di strutture portanti i pannelli fotovoltaici e quindi a tutti gli effetti ampie superfici opache di circa 40×24 m. per l’appunto a circa 220 m. di altezza, senza contare le strutture a vela per raccogliere i venti pensate anch’esse a quella quota e oltre. Se poi non ci vogiamo preoccupare del traffico indotto e del relativo inquinamento uno dei principali problemi del grattacielo è risolto: basterà accettare che peggiorino ulteriormente le condizioni dell’aria, della vita ecc. Aggiungerei però anche l’effetto imnitazione che una tale opera ingenererà già anticipato dalla volontà della Regione di sorpassare il grattacielo del San Paolo con un mostro ancora più alto. Credo che al di là degli appetiti dei grandi costruttori, non sia questa la strada dello sviluppo di cui ha bisogno la città. C’è bisogno di opere non estemporanee che generino reali opportunità di lavoro, nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. C’è bisogno di recuparare le zone dismesse, le case abbandonate e non affittate, di realizzare le scuole, gli asili e i servizi necessari. Di riqualificare gli spazi verdi, i fiumi e le zone montane. Di avviare pratiche di accoglienza turistica e di valorizzaizone del patrimonio architettonico ambientale non legate all’evento eccezionale, ma alla fruizione quotidiana. Tutto questo con i grattacieli non ha niente a che vedere.
    Guido Montanari

  4. Massimo dice:

    Parlo da comune cittadino, non vedo il bisogno di costruire grattacieli. Ci sono diverse zone dismesse in periferia, in cui una ditta che vuole investire può edificare il suo ‘pentagono’ (nel senso: in larghezza non in altezza). Magari la decentralizazione può essere lo stimolo per potenziare la rete dei trasporti e costruire nuove linee di metropolitana e permettere a tutti di abbandonare progressivamente lo spostamento con auto propria.
    Tutto sommato se cerchiamo di almeno per una volta di non emulare altre città facciamo solo del bene a noi stessi.

    Saluti

  5. Samuel dice:

    IO ho avuto un’idea grandiosa: facciamo tanti grattacieli magari tutti in centro e magari al posto di quei fastidiosi palazzacci barocchi che non si capisce come mai durante Olimpiadi migliaia di igniorantoni da tutto il mondo sono venuti ad ammirare.Tiriamo giù la basilica di Superga e mettiamo una bell’antenna per i cellulari e valorizziamo che sò:quel fantastico grattacielo in p.zza Solferino quello della Rai o non so il dito al cielo in p.zza castello…e finalmente illuminiamo palazzo nuovo o il nuovo palazzo in via nizza angolo p.zza marconi appena finito di edificare che bello!!!
    Si sono favorevole un bel grattacielo li davanti alle nuove è proprio consono,adatto e indispensabile direi!
    Poi dimenticavo se è possibile cambiamo il nome alla citta chimiamola TOlano o MIrino così scimmiottiamo meglio le altre città invece di rafforzare il carattere della nostra !Il vanto di Torino e di non essere brutta e urbanisticamente e architettonicamente come Milano dove l’antico e il moderno non convivivono armoniosamente…
    e ora qui che si fa?Lo stesso???E la qualità di vita di una città a dimensione d’uomo..quello è modernismo non sti ecomostri!!!

  6. Pino dice:

    Giusto dovremmo spingere l’arte e valorizzare quartieri storici riportandili agli antichi splendori investire sui nostri musei il pietro micca che non viene per nulla sponsorizzato quando con le gallerie la quale conoscenza non esce da Torino. Potenziare la metropolitana a scapito dei mezzi inquinanti.Invece di costruire del nuovo riqualificassero vecchi stabilimenti dei primi anni del ‘900 che presentavano ancora uno stile!

  7. ENRICO dice:

    IL GRATTACIELO DEVE ESSERE FATTO E’ UN SEGNO DI MODERNITA E DI FUTURO!!!
    EVVIVA IL GRATTACIELO!!!
    ENRICO.

  8. Pino dice:

    Gia l’idea di un grattacielo a Torino fa inorridire…non è assolutamente in armonia con il contesto urbanistico e sociale dei quartieri dove vogliono essere destinati.Ve lo immaginate un gratta gratta sull’area alenia in zona lingotto tutti palzzetti stile anni trenta ,da una parte via passobuole , via nizza con casette di tre quattro piani che fa tanto borgata, ti giri sto parallelepipedo avveneristico completamente fuori luogo… oddio no!!!Una domanda Fucksas sarebbe quello che ha fatto quell’ “opera d’arte” in piazza della repubblica??? C’è rimasto male pure il palazzone di fronte quando l’hanno edificato!!!Cos’è??? E’ terribile, offensivo per la storie di un quartiere storico per la città! Poi,onestamente sono dell’opinione che non bisogni essere architetto per fare una roba così…geometra forse…per non parlare del grattacielo sia di Fucksas che di Piano…suvvia! Mi domando ma ste “opere” abbiano un costo,sti signori,in quanto luminari si faranno pure pagare,per la firma si intende,bene gira e rigira li paghiamo noi…o no? Non solo le opere lasciano spazio ,non solo alla critica ma anche a ben altro, ma proprio volendo considerare nuove opere esistono solo sti due che ce li troviamo sempre innanzi? Eppoi volendo considerare un grattacielo in una zona periferica lontana da centri storici e residenze sabaude almeno avesse un non so che di monumentale detenesse un primato,si dice che la Mole all’epoca fosse stata accolta come i gratta gratta oggi…PALLLE!Innanzi tutto era stata edificata tutta in muratura e non in calcestruzzo (da quando lo si usa tutti sono architetti ) era contestuale e armoniosa stilisticamente nel contesto in cui si trovava!!! Ha una forma…diamine.Sti parall. non simboleggiano la città non l’arricchiscono non la valorizzano, sono mediocri non hanno nemmeno particolarità altro chè andare a detenere primati…inutili!
    Piuttosto tiriamo giù qualche palazzo vergognoso!!! Penso a quello di fronte al Duomo…Aberrante!Pensa a chi si viene a vedere la Sindone che pensa(bè se subito dopo si fa un giro in piazza della repubblica a posteriori non può che rivalutarlo!),in quei casi in paesi sensibili al buon gusto cercano stampe progetti vari e si va a ricostruire quel che c’era in precedenza ora non siamo nel dopoguerra che bisognava tappare i buchi.A Dresda e in molte località tedesche hanno proprio fatto così finita la guerra hanno ricostrito quello che c’era.Meglio una ricostruzione che un moderno brutto incontestuale e disarmonico…vedere certe costruzioni fa male alla salute. E la sanità costa!
    E i palazzono costruiti vicino al bennet di fronte alla Dora nei pressi delle ex-ferriere di fronte alla coop??? Chi odia tanto la nostra città da sfregiarla a tal modo???Ho visto alberghi a Ibiza con più carattere,qui invece materiali di basso profilo stabili impersonali degni della più infelice edilizia popolare!!!Penso a via Giachino che se fosse riqualificata sembrerebbe un paese dentro la città una bomboniera…e ma una cosa simile poi non rende…eh!
    Eppoi sempre i soliti palazzinari sempre loro…e basta!

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