Ronde e reato di clandestinità diventano legge
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Via libera del Senato
Ronde e reato di clandestinità diventano legge
Ok definitivo di Palazzo Madama al ddl sicurezza. Istituita la tassa di soggiorno per gli stranieri, la clandestinità diventa reato. Legalizzate le ronde, parte anche la schedatura dei clochard. Tanti voci contrarie, Vaticano: “porterà dolore e povertà”
È legge il ddl sicurezza. L’Aula del Senato ha infatti approvato in via definitiva il provvedimento con 157 voti a favore e 124 contrari. Gli astenuti sono stati tre. In Aula erano presenti 285 senatori. A favore hanno votato Pdl, Lega e Mpa. Si sono espressi contro il Pd, Idv e Udc. Il testo è stato approvato senza modifiche rispetto a quello licenziato dalla Camera, dove erano saltate le norme sui medici spia negli ospedali e sui presidi spia nelle scuole. Restano invece il reato di immigrazione clandestina, il prolungamento della permanenza nei centri di identificazione fino a sei mesi, la tassa di soggiorno, la stretta sui matrimoni tra italiani e stranieri, il carcere per chi affitta ai clandestini, la legalizzazione delle ronde di cittadini, la schedatura dei clochard.
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Questo disegno di legge “altro non è se non un pugno sbattuto sul tavolo senza alcuna efficacia dal lato della sicurezza dei cittadini, e sicuramente con gravi violazioni dei diritti civili degli immigrati ai quali affidiamo la cura dei nostri cari e dei nostri beni e il cui lavoro è indispensabile per il funzionamento di miglia di imprese”. È la valutazione fatta dalla presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. Per l’omologo del Pdl, Maurizio Gasparri, invece, si realizza “una parte fondamentale” del programma del centrodestra. “Siamo orgogliosi – ha detto conversando con i giornalisti al Senato – di avere portato questa legge al traguardo. Bocciatura dall’Italia dei Valori: “Si tratta di un provvedimento – afferma il capogruppo dei dipietristi al Senato Felice Belisario - che paralizzerà la giustizia, toglierà i fondi alle forze dell’ordine e legalizzerà le ronde. Noi vogliamo la sicurezza dei cittadini, loro, invece, vogliono solo la sicurezza del presidente del Consiglio”.
Vaticano, porterà dolore e povertà
L’approvazione definitiva del provvedimento “porterà molti dolori e povertà”. Lo dichiara monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti. “Anche se si aspettava questa approvazione - spiega - non posso non essere triste e dispiaciuto, con preoccupazioni per la prospettiva che ci si apre dinanzi e a mio avviso porterà molti dolori e difficoltà per persone che, già per il fatto di essere irregolari, si trovano in una situazione di precarietà”.
Presidio in Rettorato dell’Università degli Studi di Torino 06-07-09
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Presidio in Rettorato dell’Università degli Studi di Torino
Lunedì 6 luglio 2009 ore 15
La FLC CGIL del Piemonte esprime forte preoccupazione per le modalità con cui l’Università di Torino finisce per rendersi parte attiva con il Governo nell’avvallare i tagli al Fondo per il Funzionamento Ordinario.
L’Amministrazione dell’Università e i suoi organismi politici anziché attuare strategie di contrasto alle politiche di destrutturazione dell’Università pubblica attuate, in particolare dal Governo Berlusconi, decide di agire in perfetta sintonia con il governo.
Per ora l’università ha infatti deciso di attaccare:
· il diritto allo studio, deliberando l’aumento delle tasse di iscrizione per gli studenti
· il salario dei tecnici ed amministrativi, attraverso il taglio del salario accessorio
· il salario dei lavoratori precari ed esternalizzati dell’Ateneo, attraverso la revisione al ribasso dei capitolati d’appalto, comportando così, inoltre, una riduzione dei posti di lavoro
· il compenso per la didattica dei docenti precari, che, dell’anno a venire, sarà pressoché azzerato
La partecipazione al presidio della FLC si inserisce inoltre nel ciclo di mobilitazioni dei precari della ricerca. Mobilitazione anche contro l’inqualificabile atteggiamento delle amministrazioni di Università degli Studi di Torino e del Politecnico di Torino che di fronte al licenziamento di molte centinaia di precari si ostinano a rifiutare ogni confronto con il sindacato sul tema del precariato nella ricerca e docenza.
E’ inaccettabile, infatti, che dalla prima richiesta ufficiale di incontro sia passato più di un anno!
La FLC CGIL Piemonte invita i lavoratori precari ed a tempo indeterminato a partecipare al presidio in Rettorato con gli studenti, in difesa di una Università pubblica e accessibile a tutti, per la tutela della conoscenza e la lotta alla precarietà nell’Università e contro l’aumento delle tasse di iscrizione per gli studenti.
Presidio in Rettorato di UNITO il 6 luglio 2009 alle ore 15:00!
Torino, lì 2 luglio 2009
FLC CGIL Piemonte
Coordinamento precari Università FLC CGIL Piemonte
Un altro mondo è ancora possibile!
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Ricostruzione sociale dal basso
Un altro mondo è ancora possibile!
Dall’8 al 10 luglio 2009 si riunirà di nuovo il vertice dei cosiddetti G8.
A L’Aquila!
Non ci siamo dimenticati di Genova 2001, delle violenze inaudite e gratuite, di quei giorni in cui furono sospesi tutti i diritti civili, dentro e fuori dalle piazze, dentro e fuori dalle caserme, dentro e fuori dagli ospedali.
Non ci dimentichiamo di Carlo Giuliani.
In quei giorni coloro che si sono autodefiniti “i grandi della terra”, elaborarono il nuovo credo della globalizzazione liberista che avrebbe dovuto garantire profitti a quanti avessero saputo approfittare del nuovo capitalismo transnazionale e della mondializzazione.
La delocalizzazione delle produzioni ha garantito profitti e speculazioni sui lavoratori sottopagati, sfruttati e precarizzati.
Welfare e diritti, conquistati in decenni di lotte e mobilitazioni sono stati smobilitati.
I beni comuni – acqua, cibo, conoscenza, salute – sono stati mercificati a beneficio dai grandi possessori di capitali mondiali.
Il capitale globale ha proposto di investire i surplus nella finanza, realizzando denaro dal denaro, e non più dal lavoro. Ha così costruito una “architettura finanziaria globale” che avrebbe dovuto consentire, ai governi consapevolmente complici, di armonizzare ogni situazione di difficoltà e di inasprimento delle disuguaglianze sociali.
Rispetto alle “promesse” del G8 di Genova, il bilancio è impietoso e la parola che risuona in tutto il Pianeta è una soltanto: crisi.
Questa è la crisi più grave degli ultimi 80 anni che ha prodotto:
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milioni di lavoratori disoccupati,
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chiusura di aziende,
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ristrutturazioni selvagge,
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crescita esponenziale del debito pubblico e diminuzioni del Pil,
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impoverimento diffuso delle persone, ovunque,
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distruzione dell’ambiente, crisi climatica ed energetica,
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l’acuirsi della guerra con politiche di riarmo assurde che sottraggono fondi ai servizi sociali.
I profitti della globalizzazione hanno incrementato il divario tra Nord e Sud del Pianeta, consentito speculazioni formidabili sull’ambiente e sui beni primari (a cominciare dall’acqua), imposto politiche di privatizzazione generalizzata.
I governi, approfittando del senso di paura e di smarrimento delle persone puntano a scaricare sui migranti, attraverso misure sempre più razziste e xenofobe, il fallimento delle loro politiche.
I profitti della globalizzazione non hanno placato la fame e la sete nel mondo.
Per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero di uomini, donne e bambini che soffre di malnutrizione ha superato il miliardo.
Dopo essere decresciuta per 30 anni, la fame è tornata prepotentemente a crescere nel 21° secolo.
La crescita di questo ultimo anno è particolarmente impressionante, cento milioni in più nell’arco di dodici mesi. Non si tratta di cattivi raccolti o di sovrappopolazione, ma della crisi economica, che ha ridotto le paghe e fatto perdere il lavoro a molti.
La crisi silenziosa della fame, che colpisce un sesto dell’umanità, pone un serio problema alla pace e alla sicurezza mondiale.
In Africa il 73% delle terre coltivate sono a rischio desertificazione, e in Italia il 21% del territorio nazionale è esposto alla stessa sorte (soprattutto Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna).
Sono circa un miliardo le persone colpite dalla siccità in oltre cento Paesi nel mondo.
Si calcola che da qui al 2020, oltre 60 milioni di persone potrebbero migrare dalle zone desertiche dell’Africa sub-sahariana verso il nord- Africa e l’Europa.
Nel mondo una persona su quattro, 1,6 miliardi di persone, vive ancora senza accesso all’energia elettrica.
La crisi finanziaria rischia di avere un ulteriore effetto negativo per i poveri del mondo che non hanno ancora accesso alla luce e all’energia elettrica oppure che non possono più permettersi di pagarla.
Non sono certo i biocarburanti (l’industria dei biocarburanti è la principale causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli su scala mondiale) nè il nucleare la soluzione che si sta globalmente profilando.
L’obiettivo dei G8, come sempre, è quello di rilanciare le politiche di un liberismo senza regole e che ha già mostrato gran parte del proprio fallimento.
Le politiche neoliberiste dei G8 globalizzano la povertà, distruggono l’ambiente e impongono un nuovo ordine mondiale economico, politico e militare.
È questa la globalizzazione che contestiamo.
Contestiamo inoltre la scelta di svolgere il G8 a L’Aquila, territorio terremotato e militarizzato da mesi, in cui sono stati già eliminati il diritto di spostamento, di riunione, di informazione, di gestione del proprio tempo e del proprio spazio anche intimo.
Si sta utilizzando L’Aquila come uno spazio in cui sperimentare un modello di gestione e di controllo non democratico delle persone e di superamento dell’autonomia politica delle istituzioni locali.
Facciamo appello alle Associazioni, alle Reti, ai Movimenti, ai Sindacati, ai Partiti, alle persone e a quanti concordino con queste considerazioni per promuovere un percorso di Ricostruzione Sociale dal Basso nei tempi e con le modalità che insieme ci daremo.
Primo appuntamento:
mercoledì 8 luglio 2009
dalle ore 10 alle ore 18
presidio di informazione e controinformazione in Piazza Castello;
alle ore 21
incontro pubblico sul tema della crisi economica e finanziaria, del lavoro e della precarietà presso il Centro di Incontro C.so Belgio 91- Torino.
Aderiscono:
Voglia di Futuro
Medicina Democratica
Cantieri di Pace
Il Girasole
Forum Ambientalista Piemonte
Comitato NO-TAV Torino
Coordinamento Comitato Notangest
Fiom CGIL Torino
Rete 28 aprile nella CGIL per l’indipendenza e l’autonomia sindacale
Lavoro e Società area programmatica nella CGIL
Sinistra Critica
PRC Federazione Provinciale di Torino
PRC Chieri- Cambiano
PRC-SE Gruppo consiliare regionale
Ecologisti uniti a sinistra - SE Gruppo consiliare regionale
Comitato politico regionale PRC
Sinistra Democratica Gruppo consiliare regionale
Provvedimento anti-crisi. Modificate alcune delle norme sulla malattia e le assenze
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Il Ministro Brunetta inizia a rendersi conto di quanto erano inique le norme contenute nel dl 112/08. E’ un primo, importante, risultato dell’iniziativa della FLC Cgil.

Venerdì è stato varato dal governo il decreto anti-crisi che al suo interno contiene norme riguardanti le assenze per malattia che cambiano alcune di quelle previste nel dl 112/08.
Continuiamo a pensare che le norme sulla malattia, ancora in vigore, siano ingiuste e inutili, a partire dal mantenimento delle trattenute sul salario accessorio per i primi 10 giorni di malattia, ma sono state abrogate le fasce orarie di reperibilità giustamente definite “arresti domiciliari” ed è stato abrogato il comma 5, mettendo finalmente fine ad interpretazioni delle assenze su cui decurtare il salario accessorio, a volte fantasiose, sempre inique.
Le proteste e le iniziative messe in campo sia a livello nazionale che territoriale dalla FLC Cgil, hanno costretto il ministro a rivedere alcune delle norme anche se in modo parziale e certamente non esaustivo.
Ci auguriamo che nella conversione in legge il testo sia ulteriormente migliorato ed in tal senso continua l’iniziativa della FLC Cgil.
Nel dettaglio del Decreto:
Malattia e assenze dal servizio
Articolo 17, comma 23
Modifica la parte più iniqua dei provvedimenti previsti nella legge 133 sulla malattia e le assenze.
- Nel comparto sicurezza e difesa e vigili del fuoco, gli emolumenti di carattere continuativo legati allo specifico status sono equiparati al trattamento fondamentale e quindi non decurtabili ai fini delle assenze per malattia.
Era ora che si prendesse questo provvedimento a lungo promesso; sottolineiamo però che anche negli altri comparti del pubblico impiego vi sono emolumenti accessori legati allo status o ad una funzione che si svolge, e quindi senza nulla togliere ai colleghi che spesso sono vittime di incidenti di servizio, evidenziamo che si crea un ulteriore diversificazione fra i dipendenti pubblici.
Il decreto non chiarisce se, come purtroppo avviene, sono assoggettati a riduzione del salario accessorio anche i malati oncologici o con gravi patologie, i ricoveri ospedalieri e le relative convalescenze.
-
E’ definitivamente chiarito che la certificazione della malattia la può fare anche il medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.
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E’ stato soppresso l’orario di reperibilità per le visite fiscali. Torna in vigore l’orario dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.
- E’ abrogato il comma 5 che assoggettava tutte le assenze, a qualsiasi titolo richieste, alle stesse trattenute in vigore per la malattia. Gli effetti dell’abrogazione partono dall’approvazione della legge.
L’abrogazione di questo comma sana quella che lo stesso ministro aveva definito una “svista”: le assenze per donatori di sangue e di midollo osseo sono equiparate alla presenza come tutte le altre assenze non dovute a malattia, comprese quelle per assistenza ai portatori di handicap.
- I costi delle visite fiscali sono a carico delle aziende sanitarie locali
Finalmente si elimina un costo gravoso per le amministrazioni e soprattutto per le scuole come da noi sempre denunciato.
Roma, 30 giugno 2009
Da Belgrado a Teheran
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Una lettrice di nome Jasmina, che ha vissuto le crisi, le violenze e le tribolazioni della ex-Jugoslavia mi ha inviato un email sull’Iran di oggi. Eccolo.
“Vivo e rivivo il passato in questo disastro iraniano (io ho fatto la Rivoluzione di velluto a Belgrado, la prima, e conosco perfettamente i meccanismi che Otpor per primo aveva messo in pratica ingannandoci collettivamente a noi che credevamo di aver fatto tutto da soli!) e impazzisco per quello che accade al popolo amico.
Una sensazione di impotenza atroce, di ennesimo inganno, di morti che potevano evitarsi.
Non ne posso più di questi giochi occulti, sporchi, che mettono i fratelli l’uno contro l’altro.
Perchè poi, penso a quelle persone vive che ho conosciuto, con le quali ho lavorato come operatrice umanitaria, quell’esercito di profughi che sono il risultato di queste politiche, con le loro vite distrutte che bivaccano in qualche postaccio fatiscente nella miseria nera, spezzati nella speranza, nell’avvenire.Con i figli che crescono anche loro depressi e con le infanzie rubate.
Io li ho davanti ai miei occhi quelle persone e pensare che il terreno per un altra guerra si prepara e che altri dannati si vengono ad aggiungere alle file già straripanti, mi toglie ogni speranza nel genere umano.
Ogni notte sogno cose terribili avvenire sulle strade di Teheran, vivo nel terrore che una guerra civile accaduta al mio di paese possa accanirsi anche contro l’Iran.”
Da my tube








